C’è una vitamina che aiuta ad andare al bagno, secondo uno studio: in quali cibi si trova

I ricercatori hanno scoperto che una vitamina è strettamente associata alla frequenza della defecazione, ovvero alle volte in cui si fa la cacca: si tratta della vitamina B1 o tiamina. Attraverso un'approfondita indagine genetica, gli studiosi si sono prima concentrati su percorsi e meccanismi biologici che favoriscono la motilità intestinale, identificando il ruolo della tiamina; nella fase successiva dello studio hanno invece cercato riscontri dall'analisi di questionari alimentari, facendo emergere che, effettivamente, le persone che consumavano più cibi contenenti questa vitamina – come legumi, cereali e uova – andavano in bagno più frequentemente delle altre. Si tratta di una scoperta significativa perché, grazie a una dieta opportunamente bilanciata o attraverso un integratore, si potrebbero contrastare condizioni diffuse e in grado di erodere la qualità della vita come stitichezza, diarrea e sindrome dell'intestino irritabile, nelle quali la motilità intestinale risulta alterata.
A determinare che la vitamina B1 o tiamina è legata alla frequenza delle evacuazioni è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati italiani dell'Università LUM di Casamassima e del Laboratorio di genetica gastrointestinale CIC bioGUNE – BRTA di Derio (Spagna), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti, l'Università di Oxford, la Fondazione basca per la scienza, l'Istituto per la genetica e la ricerca biomedica del CNR di Cagliari, l'Università di Napoli Federico II, il CEINGE e altri. I ricercatori, coordinati dal professor Mauro Damato, sono giunti alle loro conclusioni dopo essere “andati a caccia” delle varianti genetiche associate alla motilità intestinale. In parole semplici, volevano capire quali differenze nel DNA fossero associate a una maggiore o minore frequenza della defecazione. Per farlo hanno analizzato i dati genetici di circa 270.000 europei e asiatici, identificando geni e meccanismi coinvolti in questo processo biologico.
Attraverso una procedura chiamata associazione genomica multiancestry (GWAS), il professor Damato e colleghi hanno identificato 21 regioni del genoma associate alla defecazione, delle quali dieci precedentemente sconosciute. L'analisi ha fatto emergere percorsi biologici già noti, come la regolazione degli acidi biliari e la segnalazione nervosa legata alle contrazioni muscolari dell'intestino, ma anche un elemento completamente nuovo: il coinvolgimento di geni chiamati SLC35F3 e XPR1, associati al metabolismo della vitamina B1 o tiamina. Per confermare il ruolo della tiamina hanno analizzato i dati alimentari di circa 100.000 persone nella UK Biobank, uno dei più importanti database scientifici in ambito medico, facendo emergere che un apporto superiore di vitamina B1 era effettivamente associato a un numero maggiore di evacuazioni. Ricordiamo che un recente studio guidato da scienziati di Systems Biology di Seattle ha determinato che il numero di volte “ideale” di defecare è 1 o 2 volte al giorno; questa frequenza è associata a una flora intestinale sana ed equilibrata, che a sua volta è indice di buona salute.
Ma cos'è esattamente la tiamina? L'Istituto Humanitas indica che è una vitamina idrosolubile, ovvero che non si può accumulare nell'organismo e deve essere necessariamente introdotta con l'alimentazione. I cibi che ne contengono di più sono legumi, cereali, uova, lieviti e carne di maiale, come indicato dal centro di ricerca. Essa svolge un ruolo fondamentale nel convertire il glucosio in energia e rappresenta dunque un carburante essenziale per le cellule (è coinvolta nel ciclo di Krebs); inoltre è preziosa nella trasmissione dei segnali nervosi e nel tono muscolare. La carenza di vitamina B1 determina deperimento, problemi cardiaci, danni al sistema nervoso fino a lesioni vascolari e coma nei casi più estremi. Curiosamente, come indicato dall'Istituto Humanitas, “non si registrano problemi dovuti a un eccesso di assunzione di vitamina B1, o tiamina, perché le dosi eccedenti vengono eliminate dal nostro organismo, in tempi rapidi dall’assunzione, per via urinaria.”
I risultati del nuovo studio andranno testati con indagini più approfondite, ma la scoperta del ruolo della vitamina B1 nella motilità intestinale potrebbe sfociare in nuovi ed efficaci trattamenti contro comuni disturbi intestinali. “I problemi di motilità intestinale sono alla base della sindrome dell'intestino irritabile (IBS), della stitichezza e di altri disturbi comuni della motilità intestinale, ma la biologia sottostante è molto difficile da definire. Questi risultati genetici evidenziano percorsi specifici, in particolare la vitamina B1, come piste testabili per la prossima fase di ricerca, inclusi esperimenti di laboratorio e studi clinici attentamente progettati”, ha chiosato il professor Damato in un comunicato stampa. Come sempre, si raccomanda di consultare il proprio medico o uno specialista della nutrizione prima di introdurre qualsiasi cambiamento nel proprio regime alimentare. I dettagli della nuova ricerca “Genetic dissection of stool frequency implicates vitamin B1 metabolism and other actionable pathways in the modulation of gut motility” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Gut.