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Carta igienica contaminata da sostanze tossiche “per sempre”: i rischi per la salute

Una ricerca ha dimostrato che tutti i rotoli di carta igienica analizzati, provenienti da varie parti del mondo, risultano contaminati da PFAS, le famigerate “sostanze chimiche per sempre”. Sono tossiche e pericolose per la salute.
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A cura di Andrea Centini
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Analizzando 21 marche differenti di carta igienica i ricercatori hanno scoperto che tutti i rotoli erano contaminati da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), note come “composti chimici per sempre” a causa del fatto che molto difficilmente si degradano nell'ambiente e risultano estremamente persistenti. Si tratta di sostanze tossiche presenti praticamente ovunque e impiegate nella produzione di molteplici prodotti di uso comune: imballaggi, prodotti per la cura personale, tessuti impermeabili, rivestimenti delle padelle antiaderenti, vernici, materiali tecnici e moltissimo altro ancora. Diversi studi hanno associato le PFAS a svariati problemi di salute, trattandosi di interferenti o perturbatori endocrini: si spazia dai danni riproduttivi e dello sviluppo al cancro, passando per aumento del colesterolo, diabete, soppressione del sistema immunitario, colite ulcerosa, ipertensione in gravidanza e altre condizioni. Sapere che anche la carta igienica ne è contaminata è un problema significativo; essendo un prodotto così utilizzato, infatti, si pensa possa essere tra le principali fonti di PFAS nell'ambiente.

A scoprire la contaminazione da PFAS nella carta igienica sono stati quattro scienziati americani del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Ambientale dell'Università della Florida. I ricercatori, coordinati dal professor Timothy G.Townsend, hanno analizzato 21 marche differenti di carta igienica prodotte e commercializzate nel continente americano, in Europa Occidentale e in Africa. Gli scienziati hanno testato i rotoli per 34 diverse PFAS comuni (sono oltre 14.000 in totale) e hanno scoperto che tutti erano contaminati, nessuno escluso. La sostanza perfluoroalchilica più comune è il diestere fosfato fluorotelomerico o diPAP 6:2, un composto che si frammenta in molecole più piccole “che sono molto persistenti nell'ambiente e dannosi per la salute umana”, come spiegato dall'Environmental Working Group (EWG) in un comunicato stampa. I ricercatori hanno inoltre analizzato i fanghi di depurazione di otto impianti di trattamento delle acque reflue in Florida, scoprendo che anche lì il diPAP 6:2 era il più comune. Alla luce di questi risultati e del larghissimo impiego, la carta igienica è ritenuta dagli esperti una delle principali fonti ambientali di PFAS; del resto i fanghi depurati possono essere poi impiegati come fertilizzanti nei campi coltivati oppure rilasciati nei corsi d'acqua.

“Dati i noti rischi per la salute legati all'esposizione al PFAS, è preoccupante che queste sostanze chimiche siano presenti in un oggetto domestico così comune come la carta igienica”, ha dichiarato la scienziata Tasha Stoiber dell'EWG. “Questo studio dimostra ulteriormente l'ubiquità di queste sostanze chimiche tossiche nella nostra vita quotidiana. Dobbiamo ridurre la contaminazione da PFAS, eliminare gradualmente gli usi non essenziali e proteggere la salute pubblica. I produttori dovrebbero adottare misure immediate per eliminare le PFAS dai loro prodotti”, ha chiosato l'esperta. In media negli USA una persona utilizza 25 chilogrammi di carta igienica in un anno. Secondo gli esperti solo del 6:2 diPAP finiscono dai 6,4 agli 80 microgrammi per persona all'anno nelle acque reflue. Come spiegato da EWG, i produttori di carta igienica non inseriscono deliberatamente PFAS nei rotoli, ma vengono comunque contaminati a causa dei processi di lavorazione delle cartiere. Verosimilmente dai lubrificanti dei macchinari che lavorano la pasta di carta ottenuta dal legno, che potrebbero impiegare PFAS per evitare che la pasta si attacchi agli stessi. Le proprietà antiaderenti sono infatti tra le più apprezzate a livello industriale di queste PFAS.

I ricercatori non hanno rilevato i nomi delle 21 marche coinvolte, ma provenendo da varie parti del mondo ed essendo i rotoli tutti contaminati, non è inverosimile pensare che lo siano anche le altre, considerando i medesimi processi produttivi. I rischi principali di queste sostanze, come specificato, sono legati alla capacità di perturbare il sistema endocrino, con potenziali rischi per la fertilità, lo sviluppo, il cancro e altre gravi condizioni mediche. Lo studio “Environmental Exposure to 6:2 Polyfluoroalkyl Phosphate Diester and Impaired Testicular Function in Men” ha ad esempio collegato il diPAP 6:2 alla disfunzione testicolare. È chiaro che l'esposizione costante alle PFAS derivato dall'uso della carta igienica possa rappresentare una minaccia per la salute, ma ad oggi non sono stati condotti studi in tal senso. È invece noto quanto queste sostanze possano inquinare le falde acquifere e il cibo che mangiamo; un recente studio dell'EWG, ad esempio, ha dimostrato che mangiare un pesce d'acqua dolce corrisponde a bere per un mese consecutivo acqua fortemente contaminata, con tutti i potenziali rischi del caso. Gli scienziati chiedono a gran voce che le autorità competenti inizino a regolamentare in modo più capillare l'uso e lo smaltimento di queste sostanze tossiche ubiquitarie. I dettagli della nuova ricerca “Per- and Polyfluoroalkyl Substances in Toilet Paper and the Impact on Wastewater Systems” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Environmental Science & Technology Letters dell'ACS.

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