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Quali sostanze provocano il cancro e perché anche gli interni delle auto sono un serio rischio per la salute

Le sostanze cancerogene sono agenti che possono promuovere lo sviluppo del cancro: ad oggi, sono noti più di cento agenti cancerogeni, ma molte altre sostanze sono sospettate di esserlo. Tra queste, c’è il TCIPP, un tipo di ritardante di fiamma usato nei sedili delle auto, che ha un impatto significativo sulla qualità dell’aria all’interno della vettura.
A cura di Valeria Aiello
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Tra le sostanze cancerogene, un agente sospettato di provocare il cancro è finito sotto la lente dei ricercatori perché presente nell’aria che respiriamo all’interno delle nostre auto, un microambiente importante da considerare per comprendere l’esposizione umana a queste sostanze. Si tratta del TCIPP, conosciuto anche come tris (1-cloro-isopropil) fosfato, un ritardante di fiamma utilizzato nella schiuma dei sedili per soddisfare gli standard di sicurezza ma che, essendo semivolatile, viene rilasciato nell’aria dell’abitacolo.

Secondo una recente indagine, il TCIPP è presente nel 99% degli abitacoli delle auto prodotte negli Stati Uniti dal 2015, con un impatto significativo sulla qualità dell’aria all’interno delle vetture. “Abbiamo scoperto che i materiali utilizzati nell’abitacolo delle auto rilasciano sostanze chimiche dannose per la salute – ha affermato l’autrice principale della ricerca, la dottoressa Rebecca Hoehn della Duke University di Durham, nel Nord Carolina – . Considerando che, in media, il conducente di un’auto trascorre circa un’ora ogni giorno in macchina, si tratta di un problema significativo”.

Quali sono le sostanze note e sospettate di causare il cancro

Le sostanze cancerogene sono agenti che aumentano il rischio di sviluppare il cancro. Ad oggi, gli agenti cancerogeni noti sono più di cento, classificati come cancerogeni certi per l’uomo (gruppo 1) dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS).

Molte altre sostanze sono però sospettate di esserlo – probabili cancerogeni (gruppo 2A) e possibili cancerogeni (gruppo 2B) – e pertanto oggetto di studio da parte dei ricercatori. Tra queste, come detto, c’è il tris (1-cloro-isopropil) fosfato (TCIPP), che è attualmente oggetto di indagine da parte del National Toxicology Program (NTP) degli Stati Uniti come potenziale agente cancerogeno.

Le sostanze cancerogene possono essere agenti chimici (come l’amianto), agenti fisici (come i raggi ultravioletti del sole) oppure biologici (come le infezioni causate da alcuni virus), sebbene alcuni degli agenti cancerogeni più importanti appartengano a categorie di composti ben note, come gli idrocarburi policiclici (benzoantracene, benzopirene), le ammine aromatiche (benzidina, naftilammina), i nitroso-derivati, i lattoni. Il semplice contatto con una sostanza cancerogena, è bene precisarlo, non significa necessariamente che si svilupperà il cancro, ma fattori come un’esposizione prolungata oppure ad alte dosi possono aumentarne il rischio.

I potenziali agenti cancerogeni all'interno dell'auto

L’aria che respiriamo all’interno delle nostre auto è inquinata da composti volatili e semivolatili, compresi alcuni noti e sospettati di causare il cancro. Secondo un nuovo studio, appena pubblicato su Environmental Science & Technology, parte di questo inquinamento è dovuto all’uso dei ritardanti di fiamma, miscele di composti chimici artificiali che vengono aggiunte ai materiali utilizzati per gli interni, tra cui la schiuma dei sedili, per ridurne l’infiammabilità e rispettare gli standard di sicurezza.

Nell’ambito della ricerca, gli studiosi hanno rilevato la presenza di ritardanti di fiamma all’interno degli abitacoli di 101 auto prodotte dal 2015 negli Stati Uniti: il 99% delle auto conteneva tris (1-cloro-isopropil) fosfato (TCIPP), il ritardante di fiamma oggetto della già citata indagine dell’NTP. Nella maggior parte delle auto erano presenti anche altri ritardanti di fiamma a base di esteri organofosforici, tra cui tris (1,3-dicloro-2-propil) fosfato (TDCIPP) e tris (2-cloroetil) fosfato (TCEP), già collegati a danni neurologici e tossicità riproduttiva.

Gli studiosi hanno inoltre rilevato che il rilascio di queste sostanze aumenta in presenza di temperature più elevate, dunque quando la vettura è parcheggiata o riscaldata dal sole. Il consiglio dei ricercatori è di “ridurre l'esposizione ai ritardanti di fiamma all’interno dell’auto aprendo i finestrini e parcheggiando all’ombra” dice la coautrice dello studio, la professoressa Lydia Jahl del Green Science Policy Institute di Berkeley, in California.

Ciò che tuttavia è davvero necessario – ha aggiunto la ricercatrice – è ridurre innanzitutto la quantità di ritardanti di fiamma utilizzati nelle automobili. Andare al lavoro non dovrebbe comportare un rischio di cancro e i bambini non dovrebbero respirare sostanze chimiche che possono danneggiare il loro cervello mentre vanno a scuola”.

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