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Cancro al seno, creata pasta iniettabile per la ricostruzione delle mammelle dopo l’asportazione

I ricercatori hanno messo a punto una pasta che può rivoluzionare le procedure di ricostruzione del seno a seguito dell’asportazione per un tumore. Si tratta di un biomateriale iniettabile che punta a ridurre l’invasività degli interventi di ripristino, migliorando sicurezza, accessibilità e tempi di guarigione per le donne sottoposte a mastectomia.
A cura di Andrea Centini
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I ricercatori hanno messo a punto una pasta chiamata matrice dermica acellulare (ADM) che può rivoluzionare la ricostruzione del seno dopo l'asportazione a causa di un tumore. Questo materiale biologico, infatti, può essere iniettato e inserito al posto dei tessuti rimossi al fine di modellare le mammelle, con meno cicatrici e tempi di guarigione più rapidi rispetto ai metodi tradizionali. Al momento è stato testato solo su modelli animali, ma trattandosi di una pasta basata su un biomateriale già impiegato per altre tipologie di interventi, è possibile che possa arrivare all'applicazione clinica in tempi non troppo lunghi.

Il cancro al seno, il più frequente in Italia con oltre 50.000 diagnosi ogni anno, può comportare molteplici conseguenze e fra esse vi è proprio la potenziale asportazione – parziale o totale – delle mammelle, per rimuovere ogni residuo delle cellule tumorali. Moltissime donne, a seguito di una mastectomia, si sottopongono alla chirurgia ricostruttiva, che talvolta viene eseguita nel contesto del medesimo intervento. Come spiegato dal Policlinico Gemelli di Roma, infatti, la ricostruzione del seno “costituisce parte integrante della cura del tumore della mammella.” L'obiettivo è ripristinare il volume, la forma e la posizione delle mammelle e per ottenere questi risultati esistono due percorsi: le protesi mammarie, come quelle in silicone; e l'innesto di tessuti cutanei della paziente (autologhi), come grasso prelevato da fianchi e cosce e pelle dall'addome. La matrice dermica acellulare (ADM) sperimentale oggetto del nuovo studio punta a diventare una nuova e preziosa alternativa in questo processo.

A mettere a punto e testare il materiale biologico è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati sudcoreani dell'Ospedale Bundang dell'Università nazionale di Seul, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti il Centro di studi non clinici dell'Istituto coreano di Seongnam, il Dipartimento di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e il Dipartimento di sviluppo di dispositivi medici presso la Facoltà di medicina dell'Università Nazionale di Seul, il Dipartimento di Chirurgia Plastica ed Estetica del Peking Union Medical College Hospital di Pechino (Cina) e altri. I ricercatori, coordinati dal professor Chan-Yeong Heo, hanno deciso di esplorare su modelli murini (topi) l'applicabilità della matrice dermica acellulare (ADM) come potenziale innesto mammario. Viene già impiegata con successo nella ricostruzione dei tendini e in altri interventi di chirurgia plastica, ma in questo caso l'obiettivo era verificare la possibilità di poterla iniettare negli spazi vuoti lasciati dagli interventi di mastectomia.

La pasta creata dagli scienziati per la ricostruzione del seno. Credit: ACS Applied Bio Materials 2025, DOI: 10.1021/acsabm.5c01538
La pasta creata dagli scienziati per la ricostruzione del seno. Credit: ACS Applied Bio Materials 2025, DOI: 10.1021/acsabm.5c01538

La nuova pasta ADM – chiamata SC Fill – è stata ottenuta grazie a un campione di pelle di una donatrice, che è stato sottoposto a vari processi di lavorazione anche a base di anidride carbonica, fra i quali “decellularizzazione, congelamento e polverizzazione”, come spiegato in un comunicato stampa, al fine di formare “piccole particelle di ADM”. A queste particelle è stata aggiunta acqua per ottenere un materiale viscoso simile a una pasta. L'ADM è stato iniettato in alcuni modelli murini e messo a confronto con altre paste già utilizzate in ambito clinico, per osservarne gli effetti; ebbene, il materiale è stato ben tollerato dai topi e non ha comportato alcun tipo di problema. A differenza degli altri ha dato vita a strati di tessuto più sottili, che sono associati a un rischio ridotto di infezioni e altre complicazioni come gli ematomi. Le analisi dei tessuti hanno rilevato la preservazione della matrice extracellulare (ECM) e dei fattori di crescita essenziali, oltre che una ridotta risposta infiammatoria, come si legge nell'abstract dello studio.

Promuovendo la crescita dei vasi sanguigni e il rimodellamento dei tessuti, mantenendo bassa l'infiammazione e riducendo la contrattura capsulare, la matrice acellulare iniettabile potrebbe rendere la ricostruzione del seno più sicura, meno invasiva e più accessibile, migliorando così il comfort a lungo termine e i risultati estetici per i pazienti”, ha affermato il coautore dello studio Pham Ngoc Chien. I ricercatori ritengono che i risultati ottenuti “forniscono solide evidenze precliniche a supporto della pasta SC Fill come filler ricostruttivo versatile ed efficace, offrendo una soluzione pratica e adattabile per i difetti post-BCS.”, nel contesto delle procedure di chirurgia oncoplastica conservativa della mammella. I dettagli della ricerca “Development and Evaluation of an Injectable Acellular Dermal Matrix for Breast Reconstruction” sono stati pubblicati su ACS Applied Bio Materials.

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