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La dieta vegana migliora la salute del cuore in soli due mesi: lo dimostra studio sui gemelli

Ricercatori americani hanno dimostrato che otto settimane di dieta vegana sono sufficienti a migliorare la salute cardiovascolare, riducendo i livelli di insulina a digiuno e quelli del “colesterolo” cattivo. Lo studio è stato condotto coinvolgendo gemelli identici.
A cura di Andrea Centini
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La dieta vegana fa bene al cuore e in sole otto settimane è in grado di migliorare i parametri legati alla salute cardiovascolare, come i livelli di insulina a digiuno e le concentrazioni di colesterolo nel sangue. A dimostrarlo un nuovo studio che ha coinvolto coppie di gemelli identici e sani, al fine di verificare cambiamenti legati alla dieta in persone col medesimo profilo genetico. Diversi studi condotti in passato sui gemelli, infatti, hanno evidenziato con efficacia l'impatto di sostanze, alimenti e condizioni specifiche sull'organismo, facendo emergere dettagli significativi proprio per il fatto di coinvolgere persone geneticamente identiche. Una delle ricerche più affascinanti sul tema è il Twin Study condotto dalla NASA con i due ex astronauti gemelli Mark e Scott Kelly, nel quale è emerso che il DNA di quest'ultimo, dopo aver trascorso un anno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), era cambiato rispetto a quello del fratello rimasto sulla Terra. Nel caso della nuova indagine, in parole semplici, per osservare le differenze i ricercatori hanno somministrato a uno dei due gemelli una dieta vegana bilanciata, mentre all'altro una dieta bilanciata ma onnivora, comprendente carne, pesce e latticini nelle quantità raccomandate dalle linee guida autorità sanitarie.

A condurre lo studio è stato un team di ricerca statunitense del Dipartimento di Medicina dell'Università di Stanford, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia, dell'azienda Chan Zuckerberg Biohub di San Francisco e del Dipartimento per la salute della popolazione e la prevenzione delle malattie – Programma di Sanità pubblica dell'Università della California. I ricercatori, coordinati dai dottori Matthew J. Landry Catherine Ward dello Stanford Prevention Research Center, hanno dimostrato l'efficacia protettiva della dieta vegana coinvolgendo ventidue coppie di gemelli identici in un apposito esperimento. Come spiegato dagli autori della ricerca in un comunicato stampa, è noto da tempo che un'alimentazione principalmente basata su alimenti vegetali e con ridotte quantità di carne migliora la salute cardiovascolare, tuttavia i risultati di indagini sulla dieta “sono spesso ostacolati da fattori quali differenze genetiche, educazione e scelte di vita”. Ma coinvolgendo coppie di gemelli identici cresciuti nelle stesse famiglie e con stili di vita simili i ricercatori sono stati in grado di superare tali ostacoli.

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Come indicato, nell'esperimento le coppie di gemelli – che non soffrivano di malattie cardiovascolari – sono state invitate a seguire due modelli alimentari distinti: uno dei due ha seguito una esclusivamente dieta vegana, l'altro una dieta onnivora. Entrambe le diete, seguite per otto settimane tra maggio e luglio 2022, erano ricchissime di prodotti di origine vegetale come legumi, frutta, verdura e cereali, oltre a essere prive di zuccheri e amidi raffinati. La prima era esclusivamente vegana, la seconda comprendeva anche alimenti di origine animale come latte, uova, carne, pesce, formaggio e così via. Nelle prime quattro settimane i partecipanti allo studio hanno ricevuto colazioni, pranzi e cene da parte degli studiosi, mentre nelle seconde quattro settimane hanno potuto scegliere e preparare per conto proprio il cibo, ma sempre rispettando le indicazioni sul modello alimentare (vegano od onnivoro). Non sono state poste limitazioni sul quantitativo di cibo, dato che i gemelli potevano mangiare “a sazietà”.

Al termine dello studio clinico, randomizzato monocentrico e basato sulla popolazione, i ricercatori hanno valutato la salute cardiovascolare dei gemelli, scoprendo che quelli sottoposti alla dieta rigorosamente vegetale avevano ottenuto punteggi migliori in parametri estremamente significativi. Ad esempio, l'insulina a digiuno è risultata ridotta del 20 percento nel gruppo vegano, così come si sono abbassati di più i livelli del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C). Si tratta delle lipoproteine che trasportano il grasso dal fegato alle cellule dell'organismo; quando i suoi livelli nel sangue sono troppo alti, possono depositarsi nel lume delle arterie e dar vita alle pericolosissime placche aterosclerotiche, che catalizzano il rischio di infarto e ictus attraverso l'ostruzione del flusso sanguigno. Nello specifico, nel gruppo onnivoro i livelli di LDL-C sono scesi da 118,5 mg/dl a 116,1 mg/dl, mentre nel gruppo vegano si è passati da 110,7 mg/dl a 95,5 mg/dl, rientrando nel profilo ottimale per la salute cardiovascolare (al di sotto di 100 mg/dl). Il gruppo vegano ha anche perso più peso del gruppo onnivoro (ma una dieta vegana fa perdere solo quando la si sceglie “dietetica”, una destinata al mantenimento del peso corporeo ovviamente non lo fa). I ricercatori hanno inoltre osservato un calo della vitamina B12, che come ben sanno tutti i vegani è l'unico integratore effettivamente richiesto in un modello bilanciato ed equilibrato della dieta.

Alla luce di questi risultati, gli autori dello studio sottolineano che bastano otto settimane di dieta vegana per ottenere significativi benefici per la salute cardiovascolare, che potrebbero essere ancora migliori nella popolazione globale, dato che i partecipanti allo studio avevano già parametri sani in partenza. “Il nostro studio ha utilizzato una dieta generalizzabile che è accessibile a chiunque, perché 21 [del gruppo] vegani su 22 hanno seguito la dieta”, ha spiegato il professor Christopher Gardner, docente presso lo Stanford Prevention Research Center e coautore dello studio. “Ciò suggerisce che chiunque scelga una dieta vegana può migliorare la propria salute a lungo termine in due mesi, con il cambiamento maggiore osservato nel primo mese”, ha aggiunto lo scienziato, sottolineando che “sulla base di questi risultati e pensando alla longevità, la maggior parte di noi trarrebbe beneficio da una dieta più a base vegetale”.

I ricercatori affermano che per ottenere benefici non è necessario diventare totalmente vegani, ma è importante aggiungere più alimenti vegetali nella propria dieta e ridurre quelli derivati dagli animali (sempre nel contesto di un modello alimentare equilibrato seguito da uno specialista). I dettagli della ricerca “Cardiometabolic Effects of Omnivorous vs Vegan Diets in Identical Twins: A Randomized Clinical Trial” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica JAMA.

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