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Una dieta giusta funziona meglio dei farmaci: cosa dice lo studio sull’intestino irritabile

Uno studio universitario su 300 pazienti affetti da sindrome del colon irritabile ha dimostrato che in più di sette pazienti su dieci una dieta a basso apporto di carboidrati fermentabili ha ridotto sintomi come gonfiore addominale o mal di pancia.
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Esistono malattie silenziose, che pur non causando sintomi gravi, possono essere molto invalidanti per le persone che ne soffrono. Una di queste è la sindrome del colon o intestino irritabile, una forma di colite di cui le cause non sono ancora del tutto chiare, nonostante negli ultimi anni la ricerca sembra essere sempre più vicina a una risposta. Gonfiore, dolori all'addome, mal di pancia, irregolarità intestinale e senso di pesantezza sono i sintomi più ricorrenti di questa sindrome, che solo in Italia interessa il 15% della popolazione adulta, spiega l'Ospedale Niguarda di Milano. In genere le donne sono più spesso colpite degli uomini.

Ora, dalla Svezia arriva una buona notizia, almeno sul fronte delle possibili strategie di trattamento dei sintomi della sindrome del colon irritabile. Una ricerca condotta dall'Università di Göteborg su 300 pazienti con sintomi moderati o gravi ha dimostrato che il trattamento dietetico, ovvero basato soltanto su specifiche indicazioni alimentari, può essere più efficace dei farmaci nel ridurre i sintomi del colon irritabile: in più di sette pazienti su dieci la giusta dieta ha ridotto in modo significativo i sintomi.

Lo studio ha confrontato tre tipi di trattamento

Per condurre la ricerca, i cui risultati s0no stati pubblicati sulla prestigiosa rivista The Lancet Gastroenterology & Hepatology, i ricercatori hanno diviso i pazienti dell'ospedale universitario Sahlgrenska di Göteborg in tre gruppi di 100 persone. Ciascuno di questi è stato sottoposto per un periodo di quattro settimane a tre diverse tipologie di trattamento.

Il primo gruppo ha seguito una dieta che tenesse conto delle indicazioni tradizionalmente impiegate nel trattamento della sindrome del colon irritabile. Soprattutto, ai 100 partecipanti di questo primo gruppo è stato prescritto di ridurre quanto più possibile l'assunzione di carboidrati fermentabili (FODMAP), ovvero di quegli zuccheri che una volta ingeriti producono gas nell'intestino. Tra questi ci sono, ad esempio, gli alimenti che contengono lattosio, i legumi, alcuni cereali e la cipolla.

Anche il secondo gruppo è stato trattato con una dieta, ma diversa da quella prescritta al primo gruppo: questa volta ai partecipanti è stato infatti detto di adottare un regime alimentare che prediligesse proteine e grassi, rispetto ai carboidrati. Infine, ai pazienti del terzo gruppo è stata somministrata la terapia farmacologica ritenuta – spiegano i ricercatore – la più efficace nel trattamento dei sintomi del colon irritabile.

Quale trattamento è stato il più efficace contro i sintomi del colon irritabile

Al termine del periodo di prova, i ricercatori hanno visitato di nuovo tutti i partecipanti dello studio. Le loro condizioni di salute erano piuttosto chiare: i pazienti che erano stati trattati con la prima tipologia di dieta presentavano un miglioramento maggiore degli altri due gruppi.

Nello specifico, il 76% del primo gruppo – quello che aveva seguito una dieta a basso consumo di carboidrati fermentabili – ha visto una netta riduzione dei sintomi. Nel secondo gruppo, la percentuale era leggermente più bassa, ma comunque significativa: il 71% dei partecipanti. Mentre il trattamento relativamente meno efficace si è rivelato essere il terzo, ovvero quello a base farmacologica: in questo gruppo i sintomi erano diminuiti per il 58% dei pazienti.

Dopo sei mesi tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un nuovo controllo: pur avendo ripreso le loro abitudini alimentari da mesi, il 68% dei pazienti del primo gruppo e il 60% del secondo hanno riferito di stare meglio rispetto al periodo precedente allo studio. Secondo i ricercatori svedesi, questi risultati provano quanto una dieta personalizzata in base al singolo paziente possa avere un ruolo determinante nel ridurre i sintomi della sindrome del colon irritabile, migliorando in modo significativo la qualità di vita di chi ne è affetto.

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