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Australia, strage di volpi volanti per il caldo estremo: corpi ovunque, il racconto straziante dei volontari

L’ondata di caldo estremo che ha colpito l’Australia ha ucciso un numero enorme di volpi volanti, grandi pipistrelli che si nutrono di frutta. Sono stati trovati migliaia di corpi alla base degli alberi in parchi e foreste. I soccorritori hanno fatto il possibile per salvarne quanti più possibile, assistendo a scene strazianti.
A cura di Andrea Centini
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Volpi volanti. Credit: Lea Bee/Fly By Night Bat Clinic Victoria
Volpi volanti. Credit: Lea Bee/Fly By Night Bat Clinic Victoria

Migliaia – forse decine di migliaia – di volpi volanti sono morte a causa di un'ondata di calore estrema che ha colpito l'Australia. La strage è stata causata dalle temperature estreme iniziate venerdì 9 gennaio, quando in diverse città degli stati di Australia Meridionale, Victoria e Nuovo Galles del Sud la colonnina di mercurio ha fatto registrare picchi di caldo secco spaventosi. Ad Adelaide, ad esempio, sono stati toccati i 43 °C, mentre Sydney e Melbourne nei giorni più caldi hanno superato i 42 °C, come riportato dal Guardian. Ricordiamo che in questo momento nell'emisfero australe è estate, dato che le stagioni sono inverse rispetto all'emisfero boreale dove si trova l'Italia.

La situazione peggiore è stata registrata nell'area di Melbourne, dove nel solo parco Brimbank sono state recuperate le carcasse di migliaia di individui. Non è la prima volta che le volpi volanti, pipistrelli frugivori appartenenti alla famiglia degli Pteropodidi (Pteropodidae) del sottordine dei Megachirotteri, vengono colpiti da morie di massa così sconvolgenti. Nel mese di dicembre 2018, ad esempio, nelle aree del Queensland ne morirono oltre 4.000 in una sola settimana, a causa di temperature simili a quelle rilevate nei giorni scorsi. Quell'anno persero la vita 23.000 volpi volanti dagli occhiali (Pteropus conspicillatus), una specie particolarmente minacciata. Durante le ondate di calore estreme degli ultimi anni si calcola che siano deceduti oltre 70.000 di questi splendidi animali. Ora, un nuovo, durissimo colpo, come evidenziano le drammatiche immagini diffuse dalle cliniche specializzate nei soccorsi dei pipistrelli, come Fly By Night Bat – Clinic Victoria. A essere particolarmente colpite dal nuovo evento estremo le volpi volanti dalla testa grigia (Pteropus poliocephalus).

Ma perché le volpi volanti muoiono in massa a causa delle ondate di calore? La ragione è semplice, non hanno ghiandole sudoripare, pertanto superata la temperatura di 42 °C questi animali vanno in ipertermia, con incapacità di volare e danni irreversibili agli organi se non vengono soccorsi rapidamente. I pipistrelli cadono dagli alberi come foglie e muoiono dopo una lenta agonia, trascinandosi sull'erba verso l'ombra o una fonte d'acqua. Tra le principali vittime figurano le femmine e i piccoli, dei quali molti perdono la vita per fame, sete e stress da calore a seguito della morte della madre. A rendere particolarmente critica la situazione nell'area di Melbourne la carenza di mezzi per la nebulizzazione dell'acqua, soltanto tre per 18 grandi colonie. Questa operazione va eseguita solo col caldo secco, dato che con l'umidità elevata si fanno più danni. I volontari in questi giorni hanno fatto turni massacranti per far fronte all'emergenza usando dispositivi manuali. Hanno assistito a scene che non dimenticheranno mai.

Eventi di caldo estremo come questo possono essere catastrofici per la fauna selvatica autoctona. A differenza nostra, i nostri animali autoctoni non riescono a sfuggire al caldo e sono altamente vulnerabili alla disidratazione, al disorientamento, alle ustioni e persino alla cecità.”, ha spiegato al Guardian la dottoressa Lisa Palma, che presiede l'organizzazione Wildlife Victoria. “È noto che le temperature superiori a 42 gradi causano la mortalità delle volpi volanti, a volte su scala biblica”, le ha fatto eco il professor Justin Welbergen, esperto di volpi volanti presso la Western Sydney University. Quello di questi giorni “è stato l'evento di mortalità di massa più significativo dal 2019-20”, ha aggiunto lo scienziato.

Tra i volontari intervenuti per salvare le volpi volanti in difficoltà vi è una ragazza di nome Ahsley, che ha scritto un lungo post su Facebook per raccontare la drammatica situazione che ha dovuto affrontare. “Sono malata e affaticata per l'inalazione di fumo, ma rifarei tutto 100 volte se significasse salvare delle vite”, ha scritto la volontaria, perfettamente addestrata per il soccorso ai pipistrelli. Solo personale preparato con vaccinazioni, guanti e strumenti ad hoc è infatti autorizzato a intervenire. “Abbiamo fatto del nostro meglio per raffreddare la colonia senza disturbarli o costringerli a usare le energie rimaste per volare via, ma l'intervento è stato necessario fin dall'inizio. Li abbiamo salvati, li abbiamo idratati, speravamo che sopravvivessero, ma tantissimi sono morti tra le nostre braccia”, ha aggiunto la volontaria, raccontando di scene strazianti con centinaia di corpi sotto gli alberi.

"Sono animali incredibilmente intelligenti e sociali e creano legami molto profondi. Abbiamo visto madri piangere per i loro cuccioli e cuccioli piangere per le loro madri. Abbiamo visto i loro disperati respiri affannosi, questi animali non morivano di una morte pacifica o rapida, sono stati torturati per ore o giorni finché non li abbiamo trovati, o sono finalmente morti. Abbiamo continuato a salvarli fino a tarda notte, fermandoci solo quando è scoppiato un incendio nel parco e abbiamo dovuto evacuare." Con il cambiamento climatico in atto a causa delle emissioni antropiche di CO2 e altri gas climalteranti, interventi virtuosi come questi riusciranno a salvare sempre meno esemplari, fino all'estinzione delle specie.

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