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Asteroide esploso nel cielo di Berlino: recuperati i possibili frammenti

Ricercatori del Museum für Naturkunde Berlin e di altri enti tedeschi hanno recuperato i probabili meteoriti dell’asteroide 2024 BX1, esploso sul cielo di Berlino tra il 21 e il 21 gennaio. Perché questi frammenti spaziali sono così preziosi.
A cura di Andrea Centini
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Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin
Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin

Nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 gennaio 2024 un asteroide di piccole dimensioni si è infranto contro l'atmosfera terrestre nei cieli della Germania, dando vita a una spettacolare palla di fuoco che è risultata ben visibile sopra Berlino. Sin da quando si è verificato l'impatto del corpo celeste – classificato col nome di 2024 BX1 dal Minor Planet Center – sono iniziate le frenetiche ricerche dei meteoriti, cioè dei frammenti dell'asteroide giunti sulla superficie terrestre poiché sopravvissuti al processo di ablazione. È lo stesso che dà vita alle meteore, comunemente conosciute come “stelle cadenti”, e che determina la distruzione dei veicoli spaziali che rientrano sulla Terra, a causa dell'attrito infernale con l'aria. A nemmeno una settimana dall'evento, i ricercatori credono di aver messo le mani sui preziosi frammenti del sasso spaziale.

Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin
Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin

A comunicare la possibile scoperta dei meteoriti dell'asteroide 2024 BX1 i ricercatori del Museum für Naturkunde Berlin, che assieme ai colleghi della Freie Universität Berlin e del Centro aerospaziale tedesco avevano immediatamente avviato la “caccia” ai potenziali reperti. Il 26 gennaio hanno condiviso alcune foto in cui si mostrano sorridenti con un piccolo frammento in mano, rigorosamente protetto dalla carta stagnola (mai toccare con le mani nude questi reperti). Non è stata specificata la posizione esatta dove sono stati trovati questi frammenti, ma dai calcoli delle traiettorie era stato stimato che sarebbero caduti a ovest di Berlino, nell'Havelland, ed è proprio qui che gli scienziati hanno recuperato i probabili resti di 2024 BX1.

Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin
Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin

Questi oggetti sono estremamente preziosi per gli astronomi, dato che possono fornire informazioni importantissime sulla nascita e l'evoluzione del Sistema solare. Le condriti e altri meteoriti hanno infatti la stessa età del nostro sistema, oltre 4,5 miliardi di anni. Purtroppo sono reperti che spesso vengono trovati molto dopo l'impatto con l'atmosfera terrestre, andando incontro a un'inevitabile contaminazione con gli elementi terrestri. Prima vengono recuperati, come in questo caso, più sono "puri". Ma per quanto validi, non possono minimamente reggere il confronto con la polvere e le rocce spaziali riportate sulla Terra a settembre 2023 dalla sonda OSIRIS-Rex della NASA, dopo averli recuperati dall'asteroide Bennu a milioni di chilometri dalla Terra, incontaminati. Proprio in questi giorni, dopo mesi di “battaglia” e la creazione di strumenti ad hoc, gli ingegneri della NASA sono riusciti ad aprire il contenitore della sonda (chiamato Tag-and-Go Sample Acquisition Mechanism o TAGSAM) dove si trovava la maggior parte dei campioni, rimasto ermeticamente sigillato in due punti (dei 35 totali).

Il momento dell'impatto
Il momento dell'impatto

L'impatto del piccolo asteroide 2024 BX1, con un diametro stimato di circa 1 metro e quindi considerato innocuo, è interessante non solo per la scoperta dei suoi resti. Si è infatti trattato dell'ottavo asteroide intercettato prima che venisse determinato con certezza l'impatto con la Terra. Il primo a individuarlo, tre ore prima della collisione con l'atmosfera terrestre, era stato il dottor Krisztián Sárneczky, astronomo presso la stazione Piszkéstető dell'Osservatorio Konkoly di Budapest (Ungheria). Dopo aver attivato tutti i sistemi robotizzati e i colleghi per monitorare il sasso spaziale, a 95 minuti dall'impatto è arrivata la certezza assoluta che si sarebbe schiantato contro la superficie terrestre. Sono procedure molto importanti che in futuro potrebbero dare un preavviso sufficiente nel caso dell'impatto di un asteroide di dimensioni significative, in grado di creare potenziali danni. I sistemi di difesa planetaria puntano a intercettare asteroidi o comete molto prima di un possibile impatto, permettendo di pianificare contromisure per deviarli o distruggerli.

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