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Programma Artemis

Artemis 2, stanotte la navetta Orion della NASA rientra sulla Terra: come seguirla in diretta

Nella notte tra il 10 e l’11 aprile gli astronauti a bordo della navetta Orion rientreranno sulla Terra, con uno splashdown nell’Oceano Pacifico. L’evento conclusivo della missione Artemis 2 potrà essere seguito in diretta sui canali ufficiali della NASA.
A cura di Andrea Centini
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La navetta Orion dopo lo splashdown nell’Oceano Pacifico della missione Artemis 1. Credit: NASA/James M. Blair
La navetta Orion dopo lo splashdown nell’Oceano Pacifico della missione Artemis 1. Credit: NASA/James M. Blair
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Siamo agli sgoccioli della missione Artemis 2 della NASA, al rientro dopo lo storico sorvolo della Luna a oltre mezzo secolo dalla chiusura del programma Apollo. Nel momento esatto in cui stiamo scrivendo, attorno alle 10:00 ora italiana di venerdì 10 aprile 2026, come evidenzia la diretta sul canale YouTube della NASA avviata sin dal lancio del 1 aprile, la navetta OrionIntegrity” si trova a circa 95.250 miglia (153.000 chilometri) dalla Terra, nella sua traiettoria di volo libero verso il nostro pianeta. Poco prima delle 20:00 i quattro astronauti a bordo – Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della NASA e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese (CSA) – predisporranno l'abitacolo del veicolo spaziale; circa un'ora dopo ci sarà un'ultima accensione dei motori per correggere la traiettoria e preparare lo spettacolare ammaraggio nell'Oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego (California). Se tutto andrà secondo i piani, lo splashdown ci sarà esattamente alle 02:07 – sempre ora italiana – di sabato 11 aprile, sebbene per il fuso orario statunitense EDT (Eastern Daylight Time), l’ora legale della costa Est, saranno ancora le 20:07 del giorno prima.

A che ora Artemis tornerà sulla Terra: la diretta per seguire il rientro

Il rientro della navetta Artemis 2, oltre che sul sopracitato profilo YouTube della NASA (formalmente Live Mission Coverage), potrà essere seguito in diretta anche su un altro canale dell'agenzia aerospaziale statunitense della piattaforma di Google, dedicato espressamente al ritorno a casa dei quattro astronauti. Non a caso la copertura è stata chiamata “NASA’s Artemis II Crew Comes Home (Official Broadcast)”. La diretta di questo specifico profilo avrà inizio esattamente alle 00:30 ora italiana di sabato 11 aprile e potrà essere seguita anche su NASA+, la "TV" dell'agenzia su sito ufficiale. A partire dalle 20:30 di oggi 10 aprile la pagina di divulgazione scientifica "Chi ha Paura del Buio" trasmetterà una diretta streaming sulla propria pagina Facebook, con il commento in italiano del rientro basato sulle immagini NASA.

La diretta coprirà tutte le fasi più critiche del rientro. Le elenchiamo qui di seguito: alle 01:33 è prevista la separazione del modulo dove sono alloggiati gli astronauti (Modulo Equipaggio) dal Modulo di Servizio (ESM), che si allontanerà e brucerà nell'atmosfera; alle 01:37 verranno accesi i motori del Modulo Equipaggio e alle 01:53 avverrà il momento più delicato in assoluto, ovvero l'ingresso in atmosfera.

Perché l'ingresso in atmosfera è il momento più delicato

Come spiegato a Fanpage.it anche dall'astrofisico ed ex astronauta Umberto Guidoni, l'entrata nell'atmosfera terrestre avverrà a una velocità estrema, circa 40.000 chilometri orari, la più alta mai raggiunta da un veicolo spaziale con a bordo un equipaggio. Lo scudo termico, che aveva dato qualche problema in occasione di Artemis 1, dovrà sopportare una temperatura di oltre 2.700 °C. È composto da un materiale ablativo chiamato Avcoat 5026-39, la versione moderna per la Orion dell'Avcoat progettato per le missioni Apollo. Tra gli elementi che lo costituiscono una resina epossidica fenolica, fibre di silice, minuscole sfere cave e vari additivi per tenere a bada il calore estremo. Viene applicato in blocchi esagonali a nido d'ape predisposti per carbonizzarsi nello strato esterno e resistere ad attrito e temperature elevatissime. Non c'è dubbio che sia la fase più critica in assoluto dell'intera missione.

Superato con successo l'attrito “infernale” con l'atmosfera terrestre, lo stesso processo che fa bruciare polveri e sassolini spaziali dando vita a meteore (le cosiddette stelle cadenti) e bolidi, la Orion compirà una piccola manovra verso l'alto chiamata skip re-entry (per ridurre la forza G sugli astronauti e migliorare la precisione del punto di ammaraggio) e poi tornerà a scendere con il contestuale rilascio dei paracadute, che rallenteranno la discesa a 32 km/h fino allo splashdown – il tuffo – nell'Oceano Pacifico, dove gli astronauti verranno velocemente raggiunti dalla U.S. Navy per il recupero. Complessivamente, il rientro in atmosfera fino all'ammaraggio dovrebbe durare circa 13 minuti. Alle 04:30 ora italiana ci sarà una conferenza stampa della NASA durante la quale verranno tratte le prime conclusioni di questa storica missione, che ci ha regalato scatti straordinari della Terra (in particolar modo la falce del nostro pianeta che tramonta al di là della faccia nascosta).

Le prossime missioni Artemis

Entro l'estate del prossimo anno (2027) è prevista la missione Artemis 3, non più di allunaggio, bensì in preparazione dello stesso, durante la quale verranno testate in orbita terrestre le fasi di docking (attracco) con il modulo lunare e il veicolo spaziale che permetterà la discesa sulla regolite del satellite naturale, oltre alle nuove tute spaziali. Artemis 4, la missione dell'allunaggio vero e proprio, è prevista non prima del 2028.

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