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Programma Artemis

Artemis 2, la splendida foto della Terra che tramonta dietro la faccia nascosta della Luna resterà nella storia

La Casa Bianca e la NASA hanno condiviso quella che, molto probabilmente, resterà la foto simbolo della missione Artemis 2: la falce di Terra che tramonta dietro la faccia nascosta della Luna. Lo scatto è stato catturato pochi minuti prima che il veicolo spaziale raggiungesse la massima distanza dal nostro pianeta, conquistando un nuovo primato per un equipaggio umano nello spazio. L’immagine meravigliosa dell’Earthset resterà nella storia.
A cura di Andrea Centini
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La magnifica foto dell’Earthset, il tramonto della falce di Terra al di là della faccia nascosta della Luna. Credit: NASA
La magnifica foto dell’Earthset, il tramonto della falce di Terra al di là della faccia nascosta della Luna. Credit: NASA
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Sin da quando è stata lanciata verso la Luna, nella notte italiana tra l’1 e il 2 aprile 2026, la missione Artemis 2 della NASA è stata costantemente mostrata in diretta, con la copiosa condivisione di fotografie e video catturati dai quattro astronauti a bordo della navetta OrionIntegrity” e dalle fotocamere esterne al veicolo spaziale. Come accade per ogni missione spaziale storica, c’è uno scatto che più di tutti resta impresso nella memoria pubblica e si trasforma in un’icona dei traguardi conquistati. Sebbene Artemis 2 non sia ancora conclusa — gli astronauti sono ancora in viaggio verso la Terra e ammareranno nell’Oceano Pacifico il 10 aprile (giorno in cui un asteroide passerà vicinissimo alla Terra) — si può affermare con ragionevole certezza che la foto simbolo sia stata già pubblicata: quella dell’Earthset, ovvero il tramonto della Terra – sotto forma di una bellissima falce – al di là della faccia nascosta della Luna.

È uno scatto così iconico che, a differenza degli altri, il primo profilo social a pubblicarlo è stato quello della Casa Bianca e non della NASA, come avvenuto per tutte le altre immagini della missione. Un trattamento speciale riservato alla luce della sua eccezionalità: “L’umanità, dall’altra parte. Prima foto dalla faccia nascosta della Luna. Catturato dalla navetta Orion mentre la Terra si tuffa oltre l’orizzonte lunare”, ha scritto la Casa Bianca su X. L’immagine è meravigliosa, mostrando con un dettaglio senza precedenti la superficie craterizzata del lato invisibile dal nostro pianeta – la Luna è in rotazione sincrona con la Terra, quindi vediamo sempre la stessa faccia, al netto di piccoli spostamenti dovuti alle librazioni – mentre sullo sfondo si staglia la falce del globo terracqueo, in procinto di sparire al di là dell’orizzonte lunare. La zona scura della Terra è quella notturna, mentre quella illuminata dal Sole si trova ovviamente nelle ore diurne. La fase a falce è una replica di ciò che vediamo noi dalla superficie terrestre con la Luna e anche con Venere. Fu proprio la visione delle fasi del “Pianeta dell’Amore” da parte di Galileo Galilei a confermare la teoria eliocentrica proposta da Niccolò Copernico. Probabilmente, di fronte a questo scatto della falce terrestre, il fisico, astronomo e filosofo di Pisa sarebbe scoppiato in lacrime.

A rendere speciale questo scatto vi sono anche le circostanze eccezionali durante le quali è stato ottenuto, ovvero pochi minuti prima che il veicolo spaziale raggiungesse la massima distanza dal nostro pianeta mai toccata da un equipaggio umano nello spazio (circa 406.000 chilometri). La NASA ha deciso di usare una versione estesa dello stesso scatto come immagine di copertina per il suo profilo Facebook dedicato al programma Artemis, nella quale si osserva una porzione molto più ampia della superficie lunare, mentre la falce di Terra risulta più piccola sullo sfondo.

Earthset, versione estesa. Credit: NASA
Earthset, versione estesa. Credit: NASA

“La superficie lunare riempie l’inquadratura con nitidezza, come si vede durante il sorvolo lunare di Artemis II, mentre la Terra, in lontananza, fa da sfondo. Questa immagine è stata catturata alle 18:41 EDT del 6 aprile 2026 (00:41 del 7 aprile in Italia, NDR), appena tre minuti prima che la navicella Orion e il suo equipaggio passassero dietro la Luna e perdessero il contatto con la Terra per 40 minuti, prima di riemergere dall’altro lato”, ha scritto l’agenzia aerospaziale statunitense. “In questa immagine, la parte scura della Terra è immersa nella notte, mentre sul lato illuminato dal Sole si possono osservare nuvole vorticose sopra l’Australia e l’Oceania. In primo piano, il cratere Ohm mostra bordi terrazzati e un fondo relativamente piatto caratterizzato da picchi centrali, formatisi quando la superficie è rimbalzata verso l’alto durante l’impatto che ha creato il cratere”, ha aggiunto la NASA.

La fotografia scattata a bordo della navetta Orion ha lo stesso sapore del “Pale Blue Dot”, la celeberrima immagine della Terra ripresa dalla sonda Voyager 1 da oltre l'orbita di Nettuno, in cui il nostro pianeta appare come un piccolo puntino luminoso blu stagliato nello spazio. In quell’immagine è racchiusa l’intera umanità: tutte le persone vissute sulla Terra, in vita o defunte, sin dall’alba della nostra specie, Homo sapiens. Nel caso della nuova fotografia della missione Artemis 2 c’è sempre tutta l’umanità, eccetto i tre uomini e la donna al di là dell’obiettivo che stanno compiendo questa impresa, grazie al lavoro congiunto di numerosissimi professionisti.

Earthrise, ripreso dall’Apollo 8. Credit: Bill Anders/NASA
Earthrise, ripreso dall’Apollo 8. Credit: Bill Anders/NASA

L'Earthset di Artemis 2 è molto simile alla fotografia dell’Earthrise (il sorgere della Terra) ripresa dall’Apollo 8 nel dicembre del 1968, scattata dall’astronauta Bill Anders. L’Apollo 8, spiega la NASA, “fu la prima navicella spaziale con equipaggio a circumnavigare la Luna”. Difficilmente arriverà dalla missione Artemis 2 uno scatto più bello ed evocativo di questo tramonto della falce terrestre, ma gli astronauti stanno scaricando una quantità enorme di immagini e ci sarà ancora molto per cui stupirsi. Qualche sorpresa potrebbe arrivare dalla geografia lunare catturata durante l’eclissi di Sole, un altro momento iconico vissuto dall’equipaggio della Orion.

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