Allerta per tempesta solare forte oggi 31 marzo: possibile impatto sul lancio di Artemis II della NASA

Nella tarda serata di oggi, martedì 31 marzo, è previsto il potenziale impatto di una forte tempesta geomagnetica (G3) sulla Terra. Come evidenziato dall'astrofisico Tony Phillips sul portale specializzato in meteo spaziale spaceweather.com, i modelli previsionali della NASA e della NOAA non coincidono, pertanto la tempesta solare attesa potrebbe essere meno intensa, ovvero solo di livello moderato (G2). Ciò che è certo è che a innescare questo fenomeno è stato un violento brillamento di classe X 1.5 sprigionato dalla grande macchia solare AR 4405 alle 03:18 del Tempo Coordinato Universale (UTC) del 30 marzo, le 05:18 ora italiana. L'eruzione solare ha scagliato nello spazio un'espulsione di massa coronale (CME) che è attualmente in viaggio verso il nostro pianeta, almeno in parte. Colpirà di striscio la magnetosfera nelle ultimissime ore della giornata; fosse stato un colpo diretto, probabilmente staremmo parlando del rischio di una tempesta geomagnetica acuta (G4) o addirittura estrema (G5), con possibilità di aurora boreale anche in Italia. Al momento le previsioni sull'indice Kp – una misura dell'intensità di una tempesta solare – esclude questa possibilità.
A rendere particolarmente significativo l'arrivo di questa CME, ovvero un flusso di particelle cariche elettricamente (plasma) e campi magnetici che è alla base del vento solare, il fatto che colpirà la Terra in un momento molto delicato: la vicinanza alla finestra di lancio della missione Artemis II della NASA verso la Luna. Al momento i lift-off del razzo SLS con i quattro astronauti a bordo è previsto per le 00:24 ora italiana di giovedì 2 aprile (le 22:24 UTC di mercoledì 1), ma se la situazione geomagnetica attorno al pianeta dovesse farsi complicata non è impossibile immaginare a un potenziale rinvio.
La ragione è legata al fatto che le tempeste solari inducono un riscaldamento degli strati d'aria dell'alta atmosfera con conseguente aumento della sua densità. Ciò può rappresentare una “trappola mortale” per i veicoli spaziali in viaggio e i satelliti. L'aria più densa oppone maggiore resistenza e quindi per attraversarla serve un maggior dispendio di energia; in talune circostanze, questo effetto può avere esiti catastrofici, come nel caso di decine di satelliti Starlink appena lanciati che, a causa dell'aumento della densità dell'aria innescata da una tempesta solare, nel febbraio del 2022 non sono riusciti a raggiungere l'orbita prestabilita e quindi sono stati costretti a deorbitare e disintegrarsi.
È chiaro che il lancio del razzo SLS è legato a specifici parametri (di velocità e consumi) e se la densità dell'aria dovesse superare una certa soglia, il lancio potrebbe essere considerato non più sicuro dal centro di comando della NASA. Al momento, tuttavia, in base a quanto è previsto dagli attuali modelli previsionali, l'impatto della tempesta geomagnetica attesa per la tarda serata di oggi non dovrebbe influenzare Artemis II in alcun modo. Ma com'è noto il meteo spaziale può essere piuttosto imprevedibile, pertanto sarà necessario attendere le prossime ore per verificare potenziali variazioni significative. “Se la CME arriva in tempo, il razzo lunare Artemis II della NASA potrebbe entrare in una tempesta geomagnetica il 1° aprile. Nonostante il potenziale di una tempesta "intensa", questo evento meteorologico spaziale è tutt'altro che estremo e non dovrebbe mettere in pericolo la missione”, ha sottolineato il professor Phillips.
Tornando alla tempesta solare in sé, come indicato a innescare la CME è stato un brillamento di classe X, la più forte in assoluto. Per lo Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA al massimo è attesa una tempesta geomagnetica moderata (G2), che può comportare problemi di tensione ai sistemi di alimentazione alle alte latitudini, danni ai trasformatori, interventi sulle operazioni satellitari (come correzioni di orbite e simili) e blackout nelle comunicazioni radio. Altri modelli prevedono invece una tempesta solare forte (G3), con impatti più significativi per infrastrutture elettriche, satelliti e comunicazioni. Non siamo innanzi a un evento particolarmente intenso, ma alcuni problemi potrebbero essere comunque possibili.