Abbiamo incontrato la farfalla delle rocce: il video di uno degli uccelli più belli e rari d’Italia

Il video e le foto la farfalla delle rocce, il picchio muraiolo, uno degli uccelli più belli e rari d’Italia. Lo abbiamo incontrato nei giorni scorsi in provincia di Viterbo e questo è il nostro racconto.
A cura di Andrea Centini
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Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini
Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di incontrare il picchio muraiolo (Tichodroma muraria), un uccello che, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, è fra i più rari in Italia e tra i più “ambiti” da appassionati di birdwatching e fotografi naturalisti. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto è bellissimo: non a caso il picchio muraiolo è conosciuto come la “farfalla delle rocce” per il magnifico piumaggio, in particolar modo quello delle ali, che alternano rosso, bianco e nero, un po' come quelle di una vanessa (una specie di farfalla).

Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini
Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini

In secondo luogo, il picchio muraiolo vive la maggior parte dell'anno in habitat impervi, remoti e spesso inaccessibili, come ripide pareti rocciose su Alpi e Appennini. Ciò lo rende difficilissimo da avvistare. Per la specie, chiaramente, è un vantaggio, dato che è fortemente tutelata dall'impatto antropico. Basti leggere i dati drammatici condivisi recentemente dalla Lipu sul crollo dell'avifauna che vive nelle zone agricole, con alcune specie – come il torcicollo – ridotte di oltre il 70 percento in pochi anni. I picchi muraioli hanno inoltre una popolazione piuttosto contenuta, dato che la Lipu stima per l'Italia dalle 6.000 alle 12.000 coppie nidificanti al massimo, fra l'altro la più grande popolazione europea.

Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini
Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini

Come indicato, questi uccelli vivono nel cuore delle montagne per la maggior parte del tempo; tuttavia lo svernamento avviene a quote più basse – sotto i 1.500 metri – e talvolta vengono privilegiati persino gli ambienti urbani. Ciò di cui hanno bisogno i picchi muraioli sono pareti o rupi verticali ben esposte al sole, dove la temperatura resta adeguata per mantenere in attività ragni e insetti, come evidenziato dalla Lipu. Per questo motivo alcuni picchi muraioli scelgono le facciate di castelli, ponti, torri e altri monumenti, spingendosi sino alla Calabria e alla Sicilia dopo voli di centinaia di chilometri. Vederli resta sempre complicato perché sono piccoli, si nascondono negli anfratti e si tengono molto in alto, ma con un po' di pazienza e un buon occhio, chiaramente conoscendo il posto prescelto per lo svernamento, è possibile avere uno degli incontri più emozionanti per chi ama osservare gli animali.

Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini
Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini

"Per scovarlo bisogna prestare attenzione ai suoi movimenti, mentre perlustra ogni piccola cavità alla ricerca delle sue prede, soprattutto ragni", aveva dichiarato ai microfoni di Fanpage.it il naturalista e fotografo Simone Proietti, che ha incontrato il picchio muraiolo poco prima di noi. "Spesso – ha proseguito l'esperto – sono piccoli saltelli su e giù in parete, ma ogni tanto si libra in volo con un tipico battito d'ali che mette in evidenza i suoi colori, con il rosso carminio in contrasto al nero e alle macchie bianche sulle remiganti. È in quel momento che capisci perché viene anche soprannominato la ‘farfalla delle rocce', affascinante come pochi altri uccelli, ti sorprende con la sua appariscenza e leggerezza, perfettamente a suo agio anche sugli strapiombi più vertiginosi."

Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini
Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini

Noi abbiamo avuto la fortuna di avvistare un picchio muraiolo in provincia di Viterbo, un esemplare che ha scelto come dimora invernale un antico e spettacolare monumento storico. Abbiamo dovuto pazientare più di un'ora prima di vederlo comparire sulla facciata “baciata” dal sole, attorno alle 09:15 del mattino. Era decisamente lontano da noi e la posizione non era comodissima per scattare fotografie e fare riprese, ma abbiamo ottenuto comunque dei video discreti grazie alla fotocamera “superzoom” dotata di un potente teleobiettivo da 3.000 mm. Il punto di appostamento un po' precario e la notevole distanza hanno reso il montaggio un po' tremolante, ma il risultato è apprezzabile perché permette di ammirare piuttosto bene questo formidabile uccellino. Purtroppo non ha spiegato completamente le ali in favore di telecamera, ma si notano comunque i dettagli variopinti, che risaltano sul piumaggio di base, uniformemente grigio chiaro. Si vede bene anche lo stretto e ricurvo becco, simile a quello di un rampichino, che il picchio muraiolo utilizza per stanare ragni, insetti e altri piccoli invertebrati tra gli anfratti delle rupi.

Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini
Picchio muraiolo. Credit: Andrea Centini

Durante il (breve) periodo che abbiamo trascorso a osservarlo, il picchio muraiolo è stato generalmente molto tranquillo, scaldandosi al tepore del sole in una giornata decisamente fredda. Poi ha fatto su e giù lungo la parete – anche lanciandosi in modo spettacolare, come mostra la foto qui in alto – e lo abbiamo visto nutrirsi di qualche invertebrato. Resterà sul monumento ancora per pochi giorni: la primavera è in arrivo – come dimostrano anche le rondini e i balestrucci avvistati al Parco Nazionale del Circeo – e presto la farfalla delle rocce tornerà nel suo areale riproduttivo, su qualche impervia rupe degli Appennini e delle Alpi, prima di ritornare dove lo abbiamo avvistato il prossimo autunno.

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