Abbiamo davvero bisogno delle diete detox per depurarci? La risposta dell’epatologa

Non è una novità. Quando si parla di alimentazione, le mode del momento spesso si confondono con la scienza, creando falsi miti e a volte pratiche senza nessuna base verificata. Complice anche una certa pratica comune nel marketing, il rischio di queste mode alimentari è quello di indurci a comprare alimenti o prodotti che nella migliore delle ipotesi sono inutili e nella peggiore potrebbero avere perfino degli effetti collaterali, soprattutto se ci si affida al fai da te senza consultare il proprio medico o un esperto di nutrizione.
È un fenomeno più comune di quanto si possa pensare. È quello che succede ad esempio con la maggior parte degli alimenti high-protein o con quelli venduti come light. Non solo, un'altra moda alimentare che spesso ritorna è quella delle diete detox, spesso attraverso integratori o pratiche che dovrebbero depurarci dalle tossine. Ma cosa fanno in concreto questi alimenti e soprattutto il nostro corpo ha davvero bisogno di aiuti esterni per depurarsi?
Le risposte dell'esperto sulle diete detox
La professoressa Trish Lalor, docente di epatologia sperimentale dell'Università di Birmingham, ha parlato dei possibili effetti delle tecniche e degli alimenti detox sul sito di informazione accademica The Conversation. Questi comprendono integratori di erbe, succhi, tisane, integratori, insomma qualsiasi prodotto che promette di aiutarci a eliminare le tossine.
Il punto è molto semplice: quella di eliminare le tossine è un'esigenza fisiologica dell'organismo, ma proprio per questo il corpo non ha bisogno di aiuti esterni per assolvere a queste funzione, perché è naturalmente dotato di meccanismi in grado di farlo: "Il tuo corpo – spiega l'esperta – ha già un sistema di disintossicazione. Si chiama fegato, insieme a reni e intestino, e svolge questo compito da tutta la vita". Questo significa che le persone sane in genere non hanno hanno bisogno di depurarsi, se non nella misura in cui il loro corpo lo fa naturalmente.
"Non è qualcosa – aggiunge Lalor – che si può attivare con una tisana o un integratore". Il fegato stesso è progettato per scomporre le sostanze chimiche che assumiamo attraverso l'alimentazione in modo tale da permettere all'organismo di assumere in modo sicuro le sostanze di cui ha bisogno e di eliminare quelle cattive attraverso l'urina e le feci.
Cosa fare per supportare il nostro organismo
Abitudini sbagliate però possono mandare in seria difficoltà questo naturale processo di pulizia delle tossine. L'esperta fa l'esempio del consumo eccessivo di alcol: quando introduciamo molto alcol e in tempi brevi il fegato va in sovraccarico, e questo fa sì che la produzione di sostanze tossiche di scarto avvenga a un ritmo maggiore di quello con cui queste vengono eliminate. Sul lungo periodo questo processo può favorire malattie epatiche come la cirrosi e nei casi peggiori di insufficienza epatica e cancro al fegato.
Per permettere al fegato di continuare a svolgere al meglio la sua naturale funzione depurativa, la cosa migliore secondo Lalor è mantenere un'alimentazione sana, evitare le abbuffate e non bere alcol, o al massimo farlo entro i limiti raccomandati e il meno possibile.
Questo può aiutare molto di più e in modo del tutto sicuro – spiega l'esperta – i naturali meccanismi di depurazione di cui siamo dotati rispetto a quanto possiamo fare ricorrendo a diete improvvise o integratori detox, che soprattutto in caso di alto dosaggio possono avere perfino dei rischi per la salute.
Il caso degli integratori di curcuma
Questo vale ad esempio per gli integratori di curcuma e curcumina. Sebbene questa sostanza sia stata associata a proprietà anti-infiammatorie e il consumo della spezia in cucina sia sicuro, l'alto dosaggio di solito presente negli integratori è stato associato in alcuni studio a casi di danno epatico.
Anche in Italia nel 2019 il Ministero della Salute ritirò diversi marchi di integratori di curcuma dopo che vennero segnalati 19 casi epatite colestatica acuta riconducibili proprio al consumo di curcuma.