Sono repentinamente aumentati i casi di contagio di influenza nella seconda settimana del mese di gennaio, con un incremento proporzionale anche di quelli gravi che hanno portato a 15 il numero dei decessi mentre ci si avvicina al picco dei contagi e al periodo più freddo dell'inverno. A renderlo noto l'ultimo bollettino InfluNet sulla sorveglianza epidemiologica curato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), secondo cui nella seconda settimana di gennaio sono state oltre 431.000 le persone allettate dal virus, quasi centomila in più rispetto alla settimana precedente, quando se ne erano contate circa 320.000. I malati di influenza sono in totale circa 2.246.000.

Antonino Bella, responsabile sorveglianza Influnet, ha commentato: "E' un aumento atteso. I contagi come di consueto dopo le feste iniziano a salire in modo deciso ma ancora non siamo al periodo del picco, che ci attendiamo tra un paio di settimana". I soggetti maggiormente colpiti, spiega l'esperto, sono i bambini al di sotto dei cinque anni, in cui si osserva un'incidenza pari a 15 casi per mille assistiti, a fronte dei 7,1 casi per mille assistiti della popolazione generale. Le aree del paese più colpite sono quelle del centro sud Italia.

"Si tratta – continua l'esperto Iss – di un'epidemia più contenuta degli anni scorsi, di bassa intensità e questo potrebbe anche esser dovuto a una maggiore adesione alle vaccinazioni. Ma è presto per tirare le somme, i virus influenzali sono mutevoli e poco prevedibili. Anche quest'anno come nelle ultime tre o quattro stagioni, si registra un progressivo aumento di casi nella fascia degli over 65enni".

I sintomi dell'influenza sono quelli soliti: febbre, dolori ossei, raffreddore, mal di testa, brividi e tosse. Non occorre assumere antibiotici, che anzi rischiano di aumentare la resistenza del virus. "Per evitare il contagio – prosegue Bella – l'unico modo sarebbe l'isolamento: visto che non è possibile, un utile consiglio è lavare spesso le mani e evitare il più possibile luoghi senza ricircolo di aria".