Chi lo conosce sa della sua grande passione per l'arte moderna e anche per il suo appoggio alle provocazioni artistiche in tema religioso ma la scelta del vescovo Hermann Glettler per celebrare la Quaresima di quest'anno nella sua diocesi di Innsbruck, in Austria, è destinata sicuramente a far discutere. Tra le tante installazioni artistiche a cui ha dato il suo ok per essere esposte nelle varie chiese, infatti, figura anche una vecchia statua di Cristo appesa a testa in giù alla quale sono state staccate le braccia che vengono uste per segnare l'ora. Si tratta in pratica di un orologio alquanto insolito la cui parte centrale è rappresentata dal busto, dalla testa e dalle gambe della statua lignea mentre le lancette sono le braccia. L'installazione, opera dell'artista Manfred Erjautz che l'ha ribattezzata "Your personal Jesus", è stata piazzata su una parete della Spitalskirche, una antica chiesa barocca nel centro di Innsbruck.

L'autore 53enne dell'opera ha spiegato di aver salvato dalla distruzione la statua vecchia di 150 anni e di aver riadattato i pezzi della figura di Cristo per la sua opera. Una iniziativa lodata dal vescovo Glettler, che conosce personalmente l'artista, e che così ha commentato l'opera: "La croce non è né una decorazione arbitraria né un simbolo di potere. Deve essere rivista e approfondita. Manfred Erjautz con il suo orologio di Gesù nella chiesa provoca non solo una nuova riflessione sulla croce, ma ci pone di fronte a domande serie sull'essenza della vita". "Man mano che il tempo scorre, le braccia formano le diverse costellazioni e il corpo statico del Cristo morto prende all’improvviso vita, il che rappresenta un momento di liberazione dalla croce e un superamento della stessa morte” ha aggiunto il prelato, sostenendo che attraverso la posizione capovolta si mostra anche “la deformazione della figura umana”.

Del resto Glettler non è nuovo a simili imprese. Prima di essere nominato vescovo da papa Francesco, ad esempio, aveva dato vita una propria opera intitolata Wounded Light, che rappresentava proprio una rivisitazione in chiave moderna della statua del Sacro Cuore di Gesù. Poco tempo fa invece aveva permesso a un'altra artista di lasciare una scritta a caratteri cubitali sulle impalcature allestite sulla facciata della Cattedrale di San Giacomo di Innsbruck in ristrutturazione che cosi recitava: "Fino a quando Dio avrà la barba io sarò femminista".