Il segretario uscente del Pd Maurizio Martina, in corsa per le primarie del partito, in un'intervista a Fanpage.it ha attaccato il M5S per i tagli sulle misure portanti della manovra, previsti dal governo per trovare le coperture per rientrare nel 2,04 del rapporto deficit Pil richiesto dall'Ue, ed evitare così la procedura d'infrazione per l'Italia: "Penso che proprio dopo le ultime notizie possiamo prendere atto del disastro 5 stelle e che il reddito di cittadinanza è morto. A conti fatti, numeri alla mano, dopo il taglio di questa notte arriviamo a 58 euro al mese a persona, potenzialmente. Doveva essere una rivoluzione è rimasta una mancetta, abbastanza insignificante, visto che abbiamo un problema enorme da risolvere, cioè quello della povertà". 

In partenza per la misura targata Cinque Stelle erano stati promessi 9 miliardi (1 per i centri per l'impiego). Dopo i due miliardi decurtati ieri sera al vertice a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vicepremier, e se si calcolano i 2,5 del Rei, che è stato prorogato, secondo il Pd ci sarebbero solo 3,5 miliardi di risorse aggiuntive. Cioè 58,3 euro al mese per ogni persona. Il costo del reddito di cittadinanza scenderà quindi a circa 6,1 miliardi di euro. "La rivoluzione contro la povertà tanto decantata da Di Maio sul balcone di Palazzo Chigi è finita nel nulla. Di mezzo però c'è la fatica di un Paese che in questi mesi si è messo sul crinale più difficile –  ribadisce Martina – Si è perso tempo, si sono perse risorse, si è raccontato agli italiani una storia che non c'era, e oggi arriviamo all'epilogo di questa vicenda".