Il Pd, ancora una volta, invita gli italiani alla sua “cena dei cretini”, un po' come accedeva ai personaggi del celebre film francese (Le dîner de cons), dove un gruppo di cinici borghesi invitava al proprio tavolo un “cretino” scelto a caso tra la gente divertendosi a sfotterlo durante tutta la durata della cena per il solo gusto di farlo. Ed è da cretini che il partito del premier vuole trattarci invitandoci alla cena del governatore siciliano Crocetta, dove l'ormai evidente scivolone mediatico non è riuscito nell'intento di far dimettere il Presidente pur avendolo fortemente indebolito e sulla quale dichiarazioni “eccessivamente affrettate” hanno creato un imbarazzo senza precedenti nelle istituzioni.

Un fuoco che s'era acceso e poi spento grazie al pronto intervento delle procure ma che ha rimesso in discussione la tenuta di governo regionale, che s'era appena rinsaldata dopo le feroci polemiche dovute alle dimissioni di Lucia Borsellino. Polemiche che s'erano quietate, almeno apparentemente, con l'ingresso in giunta del deputato alcamese Baldo Gucciardi su proposta, questa inaspettata, del governatore siciliano. Un'iniziativa presumibilmente non gradita agli ambienti siculo-romani del partito, ormai pronti all'assalto definitivo della diligenza e che ha provocato nuove tensioni emerse poi, nella “triste” giornata del 16 luglio scorso.

E a queste tensioni, i commensali, cercano di dare motivazioni che neppure il cretino dei cretini riuscirebbe ad accettare. In poche parole, dopo aver creato improvvidamente un clima da de profundis, si prova a “normalizzare” la questione facendo spallucce con motivazioni del tipo: “vabbè ormai il casino è stato creato, dobbiamo rimediare con le dimissioni”. Dimissioni che, chiarita “l'innocenza” sui fatti raccontati da l'Espresso, a questo punto diventerebbero incomprensibili per i siciliani, alla luce anche della nomina di Gucciardi in giunta. Ingresso accompagnato tra l'altro, come da tradizione, da una lunga sequela di dichiarazioni positive e di sostegno di buona parte della maggioranza del Pd siciliano, che adesso, secondo la linea imposta da Roma, dovrebbe smentire.

Ma se il clima poi non fosse già abbastanza surriscaldato, ecco che ieri pomeriggio l'assessore Linda Vancheri, espressione politica di confindustria sicilia, ha presentato le sue di dimissioni, motivate e concordate dicono da questioni personali e cioè andrà a lavorare a Roma sempre in confindustria. Evento, ennesimo, che ha generato confusione, ancora, per la sua tempestività. Intanto domani, Crocetta, parlerà all'aula di Palazzo dei Normanni, dove proverà a mantenere la leadership siciliana. L'ultima volta.