"Sulla Tav ho preso un impegno a nome del governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica. Il contratto di governo prevede una ‘revisione' del progetto. Abbiamo interpretato questa clausola quale necessità di procedere all'analisi costi-benefici". Sono queste le parole con le quali Giuseppe Conte interviene sul dibattito apertosi in seguito alla visita di Matteo Salvini al cantiere di Chiomonte e alla conferma della linea del sì dell'area leghista. Come vi abbiamo raccontato, infatti, per il ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio sarebbe più saggio terminare l'opera, piuttosto che lasciare una galleria incompiuta. "Non serve una laurea al Politecnico per capirlo", ha spiegato, aprendo tuttavia a una revisione del progetto nell'ottica del contenimento dei costi.

Una linea che non convince però gli alleati di governo, con Luigi Di Maio che parla della possibilità di ridurre l'impegno italiano come di una "supercazzola" e ritiene "chiuso il discorso", spiegando che per il Movimento 5 Stelle non ci sono margini di trattativa e la TAV non va fatta. Da Ortona il ministro del Lavoro ha ribadito il concetto: "Spendere 20 miliardi di euro per la TAV mentre ci sono italiani che non sono collegati con altri italiani sul territorio nazionale? Per me è un errore, la Lega non deve insistere sui temi su cui non siamo d'accordo".
Con Luigi Di Maio si schierano anche Alessandro Di Battista e altri esponenti di primo piano del Movimento 5 Stelle, ma soprattutto si schiererà a breve anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Fonti del Mit hanno infatti anticipato il risultato "molto negativo" dell'analisi costi – benefici, la valutazione cui i Cinque Stelle avevano legato la decisione finale sulla TAV.

La mediazione finale spetta a Conte, si ripete da tempo negli ambienti di governo. Il punto è che la posizione del Movimento 5 Stelle appare definitiva, dunque al Presidente del Consiglio non resta che prenderne atto. E la nota odierna anticipa in qualche modo la decisione finale, che potrebbe essere centrata sulla valutazione costi – benefici chiesta da Toninelli.