Su richiesta del Comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica di Bergamo, il ministero dell'Interno ha disposto l'assegnazione della scorta al giornalista Paolo Berizzi, da tempo nel mirino di gruppi neonazisti e neofascisti per il suo lavoro. Si tratta di una decisione arrivata dopo che, alcuni giorni fa, ancora una volta Paolo Berizzi e la sua famiglia avevano ricevuto minacce. Diversi gli episodi contro il giornalista: a ottobre, ad esempio, era apparsa la scritta “Infame pagherai”, seguita da svastiche e croci celtiche, sul muro di casa. Prima ancora erano state incise una svastica, un crocefisso e dei simboli delle SS sulla sua auto. E ancora, ci sono state minacce sui social e striscioni in strada. “Su disposizione del Comitato per l’ordine e la sicurezza da ieri è stata rafforzata la mia protezione: la tutela dinamica (disposta a aprile 2017) è diventata una scorta fissa. La mia vita inevitabilmente cambierà un po’. Ma il mio lavoro di inchiesta e denuncia dei gruppi fascisti continua come e più di prima. Un grazie a chi mi protegge e a voi che mi seguite”, il messaggio lasciato dallo stesso Berizzi sui social per dar notizia dell’assegnazione della scorta.

Fnsi: “Ora riunione ad hoc per tutti i cronisti minacciati dai neonazisti” – “La decisione di proteggere con la scorta il collega Paolo Berizzi dimostra che, purtroppo, non erano infondati gli allarmi per la sua incolumità. È auspicabile che le autorità preposte si adoperino per individuare i responsabili degli atti intimidatori nei confronti del collega e della sua famiglia, consentendo a lui di continuare a svolgere liberamente e serenamente il suo lavoro di cronista”, il commento di Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi. “Ci auguriamo – proseguono – che venga tenuta alta la guardia nei confronti dei sempre più frequenti episodi di minacce nei confronti dei giornalisti da parte di gruppi neonazisti e neofascisti. La Federazione nazionale della Stampa italiana, nel ringraziare il ministero dell'Interno e le forze dell'ordine, chiederà che alle minacce dei gruppi di estrema destra sia dedicata una riunione ad hoc del Coordinamento per la sicurezza dei giornalisti istituito dal Viminale”.