Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano, nato a Bivona, nell’agrigentino, si è ribellato alla mafia e alle sue logiche fatte di pizzo e ricatti. Oggi è testimone di giustizia e presidente dell'associazione nazionale Testimoni di giustizia. Un cittadino onesto che ha denunciato la mafia e che ha messo a repentaglio la sua vita. Un uomo che è rimasto nella sua terra, in quella cittadina chiamata Bivona dove faceva l’imprenditore. In quel luogo dove qualcuno, con atti intimidatori, voleva convincerlo ad arrendersi. Ma Ignazio non si è mai arreso, ha lottato per i diritti dei Testimoni e ha vinto battaglie importanti.

La storia di Ignazio Cutrò

Dopo 5 anni di esperienza con l’associazione antiracket, divenuto un costruttore, Ignazio apre la sua azienda. Un processo che inizierà nel 2008, ben sette anni dopo le denunce fatte da Ignazio, moltissime a suo dire. Poco dopo aver avuto un altro attentato, nel 2011 diventerà testimone di giustizia. Molti imprenditori come lui a Bivona avevano subito atti intimidatori le cui indagini delle forze dell’ordine erano sfociate appunto nell’operazione antimafia, poi divenuta il processo “Face Off”. Successivamente, il 22 gennaio 2018, i carabinieri coordinati dalla Dda di Palermo porteranno a termine una grande operazione, denominata “Montagna”, di contrasto alla mafia: 56 arresti per aver chiesto il pizzo ad alcune attività commerciali e a due associazioni che gestivano l’accoglienza dei migranti, per aver condizionato con i voti di Cosa nostra l’elezione del Sindaco di San Biagio Platani, per traffico di droga e rapporti con altri clan siciliani e ‘ndrine calabresi. Il 20 febbraio 2019 Cutrò è stato convocato dai Carabinieri di Bivona dove veniva messo al corrente, attraverso un documento, che la misura di protezione consistente nella tutela di 4 livello della quale per sua scelta non usufruiva dal 9 aprile 2018, è stata revocata e che verranno successivamente rimosse anche le telecamere che sorvegliano l'area della sua abitazione.

"Hanno revocato le misure speciali di protezione per testimoni di Giustizia poiché – dice Ignazio Cutrò – fortunatamente negli ultimi mesi non ci sono stati attentai alla mia persona e alla mia famiglia. Ma la mafia aspettava proprio questo momento, come preannunciato nelle intercettazioni venute fuori dall’operazione Montagna".