Il "voltafaccia" di Lampedusa ha la voce ferma del sindaco Totò Martello, a pochi mesi dalla competizione elettorale in cui ha sconfitto Giusi Nicolini: "Molti dei profughi si comportano da delinquenti – ha detto ai giornali Martello – molestano le donne e sono violenti". Ed è stato facilissimo, per una certa politica e una certa stampa, cogliere la palla al balzo per sentenziare il fallimento del modello di accoglienza che Lampedusa, proprio sotto la guida della Nicolini, ha espresso negli ultimi anni. Lei, l'ex sindaca oggi membro della segreteria nazionale del PD, però non ci sta. E risponde

Giusi Nicolini, partiamo subito dalle dichiarazioni del suo successore, il sindaco Martello: ha vissuto le sue parole come attacco contro di lei?

È il gioco di creare un clima emergenziale per sfruttare le paure. Non è un attacco contro di me ma si tratta di un modo per dire ai cittadini di Lampedusa "io non riesco ad occuparmi di voi" e così mette già le mani avanti per giustificare il proprio operato.

Eppure in queste ore esce l'immagine di una Lampedusa ben lontana da quella che lei ha esportato in giro per il mondo come buon esempio di integrazione…

Prima di me a Lampedusa c'era un sindaco rinviato a giudizio per odio razziale: si portava nel suo ufficio una mazza da baseball "per difesa", diceva lui. Nelle sue dichiarazioni raccontava che la carne dei negri puzzasse anche se si lavavano e intanto le tangenti e le concussioni risalenti a quel periodo sono oggetto dei due più importanti processi che riguardano la pubblica amministrazione della Procura di Agrigento. In uno dei due io, quando ero sindaca, mi sono anche costituita parte civile. Da poco si è scoperto che la massoneria, in collegamento con la criminalità organizzata, aveva messo le mani sull'isola. Ecco: creare l'emergenzialità aiuta la politica sporca. Dare addosso a un tunisino che ruba un'anguria (perché di questo stiamo parlando) significa distogliere l'attenzione dalla droga e dalla criminalità.

Il sindaco Martello ha precisato di non voler essere giudicato come "razzista"…

Guarda, basta fare l'analisi logica: lui ha detto di avere chiesto "solo il rispetto delle regole" eppure quel furto (di un'anguria e di un fiasco di vino, lo ripeto) è avvenuto su una bancarella abusiva. Io non giustifico il furto, certo, ma anche quell'ambulante non rispetta le regole, per capirsi.

Eppure sembra che sull'immigrazione non si riescano a trovare soluzioni. Lei ha sempre sostenuto la tesi dell'apertura di canali umanitari. È ancora di quell'idea?

I canali umanitari servono anche per liberare risorse militari che potrebbero occuparsi di tutto il resto. Avere questa attenzione (anche dal punto di vista di personale in servizio) sui migranti lascia tutti gli altri liberi di poter agire tranquilli nel Mediterraneo. Come scriveva Bauman il potere riesce a diventare autoritario quando c'è una minaccia che arriva dall'esterno. Lo stesso Hollande, dopo gli attentati, vide un'impennata dei propri indici di gradimento. Il sindaco Martello aveva promesso cose irrealizzabili in campagna elettorale come abbassare le tasse o rendere l'acqua gratuita e ora ha bisogno di creare il caos.

Eppure c'è un po' dappertutto una forte domanda di "sicurezza".

Ma la sicurezza cos'è? Non è forse migliorare i servizi sanitari e garantire i diritti?

Però forse su questa narrazione distorta su sicurezza e immigrazione alcune responsabilità le ha anche il ministro Minniti. O no?

Qui ci sono ragioni elettorali, c'è la voglia di non regalare il tema della sicurezza alla destra e devo dire che ultimamente mi pare di cogliere un certo tentativo di "correzione" da parte del ministro. Con le destre che si stanno ricompattando, il M5S che le insegue e una sinistra che francamente pensa solo a dividersi alla fine il PD rischiava di essere isolato. Però se devo fare paragoni con il passato mi pare che con la legge sui minori, con la legge sul caporalato e molto altro si sono fatte cose importanti che andavano fatte 20 anni fa. Certo, resta fuori lo Ius Soli ma lì tutto dipende da Alfano: il punto è avere la maggioranza.

Però lei è dirigente nazionale del PD e non sembra che il partito sia molto "in linea" con ciò che Lampedusa ha rappresentato sotto la sua guida. 

Io sono stata fuori dal PD per molti anni, la mia storia è stata tutta siciliana. Avrei voluto continuare a fare il sindaco per continuare a fare il mio lavoro e realizzare i molti progetti che erano in dirittura d'arrivo e poi a me piace da sempre essere operativa. Io sono convinta che in questo momento storico il ruolo dei sindaci sia importantissimo e possa incidere anche sulla politica nazionale poiché il sindaco, essendo rappresentante dello Stato, ha la possibilità di trasmettere una diversa idea di Stato. Ma il progetto PD non va messo nel cassetto: bisogna costruire uno schieramento ampio di persone, anche se su alcuni punti possono non pensarla allo stesso modo.

Tornando ad Alfano però il PD in Sicilia ha già confermato la sua alleanza e anche per le prossime politiche non sembra voler guardare certo a sinistra. Che ne pensa?

Alfano? Ma si pensa che MDP in Sicilia, dopo essere stati al governo con Crocetta, oggi dica no ad Alfano per ragioni nobili? Dovrei sentirmi meglio lì piuttosto che nel PD? E poi bisogna ricordare che Renzi è stato molto vicino a Lampedusa e quando ha scelto di portare me all'incontro con Obama ha mandato un messaggio chiaro.