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Greenpeace al Salone del Libro di Torino
Alcuni attivisti di Greenpeace hanno occupato lo stande delle case editrici Giunti e Rizzoli al Salone del Libro di Torino. Travestiti da personaggi delle favole hanno mostrato striscione su cui era scritto "vietato distruggere le foreste nella mia favola".Dopo il lancio del rapporto “Favole ammazza foreste!”, che inchioda i due giganti dell’editoria italiana, ancora nessun impegno da parte dei diretti interessati.
Attivisti di Greenpeace, travestiti da personaggi delle favole, hanno fatto irruzione al Salone del Libro di Torino per far conoscere dei dati allarmanti.
A Torino, tra la gente, le favole più amate dai bambini sono diventate \"vere\".
Una delle favole più belle di tutti i tempi, \"Alice nel paese delle meraviglie\" a Torino per spiegare ai lettori la verità su alcune case editrici.
Un altro dei classici per bambini: ecco gli attivisti Greenpeace travestiti da porcellini aggirarsi tra gli stand del Salone del Libro.
\"È dal 2010 che chiediamo a Rizzoli e Giunti di adottare delle politiche della carta a Deforestazione Zero senza avere risposte. Se siamo qui oggi è perché i lettori devono sapere che i libri di questi editori sono contaminati dalla deforestazione e dall’estinzione di specie protette\". Le parole di Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia.
Allo stand di Giunti sono arrivate le tigri e gli attivisti travestiti da \"I tre porcellini\".
Tocca al Cappellaio Matto e alla sua Alice ricordare a Rizzoli le sue discutibili politiche.
A \"scortare\" Alice, il Cappellaio Matto e i tre porcellini c\'erano le tigri di Greenpeace.
Barbara Tabita è l\'attrice nei panni di Alice, insieme al Cappellaio Matto ha fatto visita a Rizzoli portando un solo messaggio: \"Vietato distruggere le foreste della mia favola\".
Greenpeace ha lanciato il rapporto \"Favole ammazza foreste\" nel quale i due giganti dell\'editoria vengono inchiodati. Nonostante questo non si è visto ancora nessun impegno da parte dei diretti interessati.
La Cina è il primo mercato per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane APP e APRIL, due aziende che per produrre carta distruggono le foreste e condannano all\'estinzione le ultime tigri di Sumatra. Nonostante ciò aumentano i libri di editori italiani stampati in Cina.
Il dato dei libri stampati in Cina appare ancora più allarmante se si considera che molti di questi sono destinati ai più piccoli. Greenpeace, al salone del Libro di Torino, ha lanciato l\'edizione aggiornata della classifica \"Salvaforeste\". Al di là di Rizzoli e Giunti cresce il numero delle case editrici che ha adottato delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero. Cosa aspettano questi editori?