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Yulin, il festival della carne di cane non si ferma: centinaia di animali da compagnia macellati

Il festival della carne di cane di Yulin non si ferma nonostante le dichiarazioni formali del governo cinese e i proclami delle autorità sanitarie in tempi di emergenza coronavirus. L’unica cosa ad essere cambiata quest’anno pare siano i luoghi e i metodi di vendita dei banchi del mercato, come hanno potuto vedere gli attivisti di Human Society International che hanno anche salvato alcuni cuccioli.
A cura di Antonio Palma
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Nonostante le dichiarazioni formali del governo centrale e i proclami delle autorità sanitarie in tempi di emergenza coronavirus, non si ferma il festival della carne di cane di Yulin, una sorta di sagra durante la quale, seguendo quella che viene definita “tradizione”, si mangia principalmente carne di cani e gatti. Come testimoniato dagli attivisti di Human Society International, nella città del sud della Cina anche in questi giorni si assiste alle macabre scene di cani da compagnia tenuti in gabbie strettissime pronti a essere uccisi, macellati e cotti per i clienti. L'unica cosa ad essere cambiata quest'anno pare siano i luoghi e i metodi di vendita dei banchi del mercato.

Secondo gli animalisti la maggior parte delle bancarelle di carne di cane che negli anni scorsi erano sparse per la città sono ora raggruppati in una singola area, in un mercato all'aperto alla periferia di Yulin. Il noto mercato Dongkou, che negli anni scorsi era l'epicentro del festival della carne di cane di Yulin, invece quest'anno è apparso relativamente vuoto. Secondo l'associazione animalista, questo raggruppamento potrebbe essere dovuto a un tentativo delle autorità di semplificare i controlli e la gestione di questa attività. Con l'epidemia in corso infatti le autorità hanno imposto il divieto della vendita di animali vivi nei mercati. Questo purtroppo però non ha fermato il festival di Yulin ma lo ha solo trasformato visto che le bancarelle del mercato di Nanchao vendono principalmente carne di cane già macellato piuttosto che cani vivi da macellare su richiesta.

Non solo, gli attivisti hanno scoperto che allontanandosi di poco dal mercato controllato c'era una bancarella di carne di cane che offriva di macellare piccoli cuccioli di cane che teneva in gabbia. Si trattava di una decina di cagnolini che gli animalisti sono riusciti a salvare convincendo il mercante. “Nessuno si aspetta che il commercio di Yulin cessi d’esistere dall’oggi al domani” ma questi cambi di atteggiamento delle autorità “potrebbero essere sintomo del fatto che le cose stanno mutando anche lì” ha spiegato Peter Li, specialista dell’associazione animalista, aggiungendo: "Mi auguro che le città di Shenzhen e Zhuhai, le prime a vietare la carne di cane, abbiano spianato la strada e che la dichiarazione del governo nazionale in merito alla considerazione dei cani come animali da compagnia, fornisca un incentivo sufficiente per far sì che altre città ne seguano l’esempio”.

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