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29 Aprile 2022
09:52

Vuole adottare bambino di un anno, lo uccide per frustrazione

La 38enne Laura Castle è sotto processo per la morte di Leiland-James Corkill, 13 mesi, che stava cercando di adottare. Per la Corte di Preston la frustrazione della donna per il fatto di non riuscire a legare co piccolo “si è trasformata in ostilità culminata nell’omicidio”.
A cura di Biagio Chiariello
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Una donna inglese è accusata di aver ucciso un bambino di appena che sperava di adottare poiché la sua "frustrazione" nei confronti del piccolo "si è trasformata in ostilità", ha stabilito la Corte di Preston. Laura Castle, 38 anni, ha ammesso l'accusa di omicidio colposo, ma nega di aver ucciso Leiland-James Corkill. Il bambino di un anno è morto in ospedale il 7 gennaio 2021, per le "catastrofiche" ferite alla testa subite a casa di Laura e suo marito Scott Castle, a Barrow-in-Furness, Cumbria. Erano trascorsi meno di cinque mesi da quando il bimbo era stato affidato alla coppia nell'agosto 2020. Aprendo il processo, il pubblico ministero Michael Brady ha affermato che la signora Castle ha ucciso il bambino in uno "sfogo di frustrazione" che era "sostenuto da circostanze domestiche altamente stressanti e dall'incapacità di legare" con il bambino. Questa "frustrazione si è trasformata in ostilità culminata nell'omicidio di Leiland". La coppia era in attesa della decisione del Dipartimento dei servizi per l'infanzia di Cumbria in merito all'adozione ufficiale di Leiland-James.

Il pubblico ministero ha fatto presente alla corte che, il 23 settembre 2020, la donna ha inviato un messaggio al marito, ingegnere aerospaziale che stava lavorando al turno notturno: "Onestamente non mi piace molto ultimamente, è un vero e proprio lamentoso e mi pento totalmente di averlo preso". Alla corte è stato evidenziato che c'erano una serie di messaggi in cui usava termini aggressivi e spiacevoli nei confronti del bambino. Il pm ha affermato che il signor Castle "ha attivamente incoraggiato" il presunto comportamento di sua moglie. In un messaggio inviato all'uomo si legge: "Sto per perdere la testa. Mi fa incazzare tutto il tempo, non può mai passare un bella giornata o una bella notte". Il giorno successivo ha inviato il seguente messaggio al marito: "Non posso più sopportarlo, dovrà andarsene". Scott Castle ha risposto: "Va bene, tesoro. Ha davvero rovinato tutto. Almeno ci abbiamo provato".

La mattina del 6 gennaio dello scorso anno Laura Castle ha chiamato il 999 da casa sua a Barrow-in-Furness, e ha riferito che Leiland-James era caduto da un divano, si era ferito alla testa e aveva perso conoscenza. Ai giurati della Corte di Preston è stato detto che è stato portato d'urgenza al Furness General Hospital e successivamente trasferito all'ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool in arresto cardiaco e con un'emorragia cerebrale. È morto il 7 gennaio. Il pubblico ministero ha affermato che secondo il patologo Dr Alison Armour, che ha condotto l'esame post mortem, il grado di forza necessario per produrre le gravi ferite alla testa fosse "considerevole", mentre la maggior parte delle ferite fosse "coerente con l'aggressione" e che i lividi alla testa e al viso fossero "coerenti con schiaffi, prese, pizzichi e colpi". Il processo è stato aggiornato a giovedì prossimo.

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