video suggerito
video suggerito

Volo scomparso: due droni subacquei cercano le scatole nere in un corridoio di 240 chilometri

Secondo gli esperti il volo si sarebbe inabissato nell’Oceano Indiano: le ricerche sono concentrate in un corridoio di 240 chilometri.
A cura di D. F.
13 CONDIVISIONI
Immagine

A un mese dalla scomparsa del volo MH370, diretto da Kuala Lumpur-Pechino, sono riprese a pieno regime le ricerche del relitto a largo dell'Oceano Indiano, dove si presume si sia inabissato il Boeing con 239 persone a bordo. Stamattina due navi dotate del "pinger locators" hanno iniziato le ricerche delle due scatole nere del velivolo. Le imbarcazioni sono della marina britannici e di quella asutraliana e utilizzano due piccoli droni sottomarini forniti di un localizzatore: il loro compito sarà scandagliare metro per metro un corridoio di circa 240 chilometri, convergendo l'una verso l'altra. Il dato preoccupante, tuttavia, è che se non verranno individuate le scatole nere nel giro di qualche giorno si esauriranno le batterie e non avranno più la carica necessaria per trasmettere il segnale indicativo della posizione.

Angus Houston, uomo a capo del Joint Agencies Coordination Centr, ha rivelato che la striscia di 240 chilometri è stata individuata sulla base dei calcoli dei dati forniti dai satelliti. Si ritiene, infatti, che il velivolo si sia inabissato lungo quel corridoio, e che dunque è su quei fondali che vanno effettuate le ricerche. Finora l'ausilio di 10 aerei militari, 4 civili e 9 navi non ha prodotto risultati apprezzabili, malgrado gli investimenti siano stati piuttosto ingenti. Basti pensare che i soli Stati Uniti hanno già investito 3,4 milioni di dollari nelle ricerche, e che ben presto il Pentagono "sgancerà" nuovi fondi.

13 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views