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Violentata da 51 uomini, Gisèle Pelicot sull’ex marito: “Voglio incontrarlo, spieghi perché mi ha fatto questo”

Gisèle Pelicot racconta in un libro gli abusi subiti per anni dall’allora marito Dominique, condannato a 20 anni, e da decine di uomini. “Non so perché ci ha tradito, perché ci ha causato così tanto male”, ha detto parlando dell’ex coniuge in un’intervista.
A cura di Eleonora Panseri
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Gisèle Pelicot
Gisèle Pelicot

"Non so perché ci ha tradito, non so perché ci ha mentito, non so perché ci ha causato così tanto male". Sono queste le domande che continua a farsi Gisèle Pelicot parlando dell'ex marito, Dominique, condannato a 20 anni più di un anno fa per averla drogata e violentata insieme a decine di altri uomini per circa un decennio.

La donna, oggi 73enne, ha scritto un memoir (Un inno alla vita, uscito in Italia per Rizzoli il 19 febbraio) in cui ha raccontato la sua storia e il lungo processo affrontato senza la protezione dell'anonimato, tutela a cui lei ha scelto di rinunciare.

"Quando si è vittime di violenza sessuale, si tende generalmente a isolarsi, a vivere un'enorme solitudine e a provare vergogna. Ci sono voluti 3 anni prima di prendere quella decisione, è complicato esporsi ed essere guardata da quelle 51 persone (gli uomini che l'hanno violentata, ndr)", ha spiegato in un'intervista al programma tv Lorraine.

E ha aggiunto: "Ma non lo facevo solo per me, lo facevo per quelle donne che non avevano osato farlo". Oltre al marito, sono stati riconosciuti colpevoli di stupro aggravato in concorso e somministrazione di droghe anche i 50 uomini che Dominique Pelicot aveva contattato in rete e convinto a abusare della moglie. Le pene inflitte vanno dai 3 ai 15 anni.

Un’immagine disegnata durante il processo per gli abusi sull’ex moglie di Dominique Pelicot, Gisèle.
Un’immagine disegnata durante il processo per gli abusi sull’ex moglie di Dominique Pelicot, Gisèle.

"Non sono riuscita a parlargli durante tutto il processo. Non ho mai ricevuto risposte", ha ricordato la 73enne palando ancora del marito. "Ho bisogno di incontrarlo e di affrontarlo faccia a faccia, guardarlo negli occhi. Che mi spieghi perché ha fatto questo e mi dia delle risposte per le fotografie che ha scattato a sua figlia, alle sue nuore".

"Voglio delle risposte, ma non so se lui me le darà davvero. Spero di poterlo incontrare perché è qualcosa di cui ho bisogno per ricostruire me stessa", ha detto ancora.

Alla domanda su come sia ora il suo rapporto con i figli, ha spiegato: "Questo tipo di dramma non riunirà la famiglia. Stiamo tutti cercando di ricostruirci a modo nostro, ci vuole tempo per guarire. Ma abbiamo preso contatto gli uni con gli altri".

"Mi sentivo impotente nei confronti dei miei figli perché non potevo crollare. Dovevo dimostrare di essere ancora più forte e di essere in grado di proteggerli. Non ci capivamo subito, ma oggi siamo davvero sulla strada giusta", ha aggiunto.

Durante gli abusi subiti, Pelicot, come anticipato, veniva drogata dal marito. Aveva frequenti svenimenti e problemi di salute. Proprio l'ex marito l'aveva accompagnata più volte dal medico, nonostante conoscesse la causa del suo malessere.

"Ho capito fino a che punto era in grado di manipolarmi perché avevo questi problemi di salute e lui veniva sempre con me. Come potevo immaginare che quest'uomo potesse manipolarmi a tal punto e mentirmi a tal punto?", ha commentato la 73enne.

Dominique Pelicot
Dominique Pelicot

Parlando ancora della rinuncia all'anonimato, ha raccontato: "Ho avuto la forza di dire: ‘Dovete fermare tutto questo‘, e denunciare tutti questi stupri. Non mi sono mai pentita di quella decisione. Mai".

La donna ha raccontato anche di aver ricevuto migliaia di lettere da persone che la ammiravano per il suo coraggio: "Questo mi ha dato una forza incredibile e ho potuto vedere che questo tipo di violenza sessuale era universale. Colpisce tutte le classi sociali, tutti sono colpiti da questa cosa".

Nei lunghi mesi di indagini e di processo Pelicot ha detto più volte che ‘la vergogna deve cambiare lato'. Anche durante l'intervista ha ricordato che "durante il processo hanno cercato di umiliarmi, ma sono gli abusatori che dovrebbero vergognarsi. Le vittime possono tenere la testa alta".

"Oggi sono una donna pacifica, spero di sfruttare al meglio i miei ultimi anni, di godermeli davvero e di assaporare la vita", ha detto ancora.

Il caso e il coraggio di Pelicot hanno scatenato una reazione a livello mondiale e una riflessione profonda sulla cultura dello stupro. Nel libro la 73enne ha anche rivelato di avere un nuovo compagno, incontrato nell'estate del 2023, e di come sia diventato il suo pilastro. 

Il processo si è concluso nel dicembre 2024 con verdetti di colpevolezza per tutti i 51 imputati. Dominique Pelicot e altri 50 uomini sono stati condannati per gli stupri avvenuti nell'arco di quasi un decennio. Un altro uomo è stato condannato per aver drogato e violentato la propria moglie con l'aiuto di Dominique Pelicot.

Il suo ex marito, riconosciuto colpevole di tutte le accuse, è stato condannato alla pena massima consentita, 20 anni di carcere. Le condanne per gli altri condannati variavano dai tre ai 15 anni di reclusione. Solo uno di loro ha successivamente presentato appello: l'iniziale condanna è stata aumentata da nove a 10 anni di reclusione.

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