“Vieni a stare da noi”, ospitano l’amica ma la trasformano in schiava: giovane coppia a processo a Melbourne

Ospitata da una coppia di coniugi suoi conoscenti, sarebbe dovuta rimanere in Australia solo per un mese ma da quel momento per lei è iniziato un vero e proprio incubo: ridotta in schiavitù, picchiata e privata del cibo e del sonno sotto la minaccia di essere denunciata perché senza documenti. È il calvario che avrebbe subito una donna indonesiana di 61 anni per mano di una coppia di giovani coniugi di Melbourne, ora a processo presso la Corte della Contea di Victoria.
Chee Kit Chong e Angie Yeh Liaw, entrambi cittadini malesi, sono accusati di aver ridotto in schiavitù la donna per oltre dieci mesi ma si proclamano innocenti bollando come esagerazioni i racconti della vittima che nel frattempo però è morta. Secondo il procuratore Shaun Ginsbourg, la coppia avrebbe tenuto la donna, all'epoca sessantunenne, in condizioni di schiavitù da gennaio 2022 fino a quando non è fuggita nell'ottobre dello stesso anno.
Stando alla ricostruzione dell’accusa, la donna era loro amica e aveva accettato di raggiungere e vivere con la coppia nella loro proprietà a Point Cook per dare loro una mano mentre la signora Liaw stava dando alla luce il suo secondo figlio. L’accordo era che sarebbe rimasta un mese per ma Chong l'avrebbe incolpata della perdita di una carta di credito, imponendole di ripagare il debito con il lavoro.
Da quel momento per la 61enne sarebbero scattate condizioni di vera e propria schiavitù. La donna avrebbe dovuto cucinare, pulire, massaggiare le gambe del signor Chong e svegliarlo per andare al lavoro. Se i compiti non erano soddisfacenti, veniva poi picchiata. Anche se inizialmente le era stata assegnata una camera da letto, in seguito era stata costretta a dormire sulle scale o in garage, lasciata senza cibo ad eccezione dei cereali. Il tutto sotto la minaccia di essere segnalata alle autorità per l'immigrazione.
La scoperta quando la donna è scappata presentandosi in ospedale con varie lesioni e segni di malnutrizione. È stata avvertita la polizia che ha avviato le indagini incriminando la coppia. I due coniugi hanno dichiarato di aver accolto la donna perché senzatetto e perché si erano impietositi per lei, ma hanno negato che fosse stata costretta a lavorare o aggredita.