Il vaccino anti Covid AstraZeneca "è efficace e sicuro, non è associato al rischio di sviluppare trombi o coaguli del sangue". È finalmente arrivata la decisione dell'Ema, l'Agenzia europea del Farmaco, sul vaccino prodotto dal colosso anglo-svedese dopo che alcuni paesi europei, tra cui Germania, Italia e Francia, avevano deciso di sospenderne in via cautelativa la somministrazione in seguito ad alcune segnalazioni di trombosi venosa cerebrale in connessione con la vaccinazione. Come era stato preannunciato, è arrivato pochi minuti fa durante una conferenza stampa il via libera alla prosecuzione della campagna vaccinale nei 27 paesi membri da parte dell'ente regolatore, che ha confermato ancora volta come il siero di AstraZeneca sia sicuro ed efficace contro il Covid-19 e che non vi sia alcun collegamento tra questi eventi avversi e il vaccino. "I benefici sono superiori ai rischi ed escludiamo relazioni tra casi di trombosi e la somministrazione dei sieri", ha detto la direttrice di Ema, Emer Cooke, la quale ha aggiunto che "lanceremo ulteriori approfondimenti per capire di più riguardo agli eventi avversi rari segnalati dopo la vaccinazione con AstraZeneca".

Ema: "Ora Stati hanno informazioni per decidere"

"Molti Stati membri stanno aspettando il risultato di questa revisione sulla sicurezza" del vaccino AstraZeneca, "hanno indicato che ciò che l'Ema fa dal punto di vista scientifico è molto importante per loro per prendere una decisione su come continuare con le vaccinazioni. Oggi stiamo mantenendo la nostra promessa", ha poi aggiunto la direttrice dell'Agenzia europea del farmaco Emer Cooke, sempre in conferenza stampa. "La nostra responsabilità è di giungere a una conclusione circa il fatto che i benefici superino o meno i rischi in modo che possano prendere una decisione informata e aumentare la fiducia nel vaccino", ha aggiunto. Il presidente del Prac (Commissione di farmacovigilanza), Sabien Straus, ha poi precisato che "il foglietto illustrativo del vaccino AstraZeneca "deve essere aggiornato: è importante che venga comunicato al pubblico e agli operatori sanitari perché apprendano meglio queste informazioni, permettendo loro di mitigare questi effetti collaterali".

Cosa è successo in Europa negli ultimi 4 giorni

Tutto è cominciato lunedì 15 febbraio, quando il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, ha annunciato la decisione di sospendere in via cautelativa e temporanea la somministrazione del vaccino AstraZeneca in tutta la Germania, con riferimento a una raccomandazione corrente dell'Istituto Paul Ehrlich su ulteriori esami da effettuare in seguito ad alcune segnalazioni di trombosi venosa cerebrale, 7 su un totale 1,6 milioni di dosi distribuite, in connessione con la vaccinazione in Germania e in Europa. Nel giro di pochi minuti anche Italia, Francia e Spagna hanno annunciato lo stesso provvedimento, provocando un significativo rallentamento nelle rispettive campagne vaccinali. "Le scelte compiute e condivise dai principali Paesi europei su Astrazeneca sono state assunte esclusivamente in via precauzionale in attesa della prossima decisiva riunione di Ema. Abbiamo fiducia che già nelle prossime ore l’agenzia europea possa chiarire definitivamente la questione", è stato il commento del Ministro della Salute, Roberto Speranza.

La decisione dell'Ema

La decisione dell'Ema è infine arrivata pochi minuti fa, ma non è una sorpresa. Già nei giorni scorsi, infatti, l'Agenzia aveva cercato di dirimere i dubbi sul vaccino di AstraZeneca, insistendo sul fatto che "non ci sono prove" di collegamento tra i casi di trombosi e la vaccinazione e chiedendo di affidarsi alla scienza, di "mantenere la fiducia nei vaccini". Nel corso di una conferenza stampa organizzata via internet martedì, la direttrice esecutiva dell'Ema, Emer Cooke, ha sottolineato: "Restiamo fermamente convinti che i benefici del vaccino AstraZeneca nella prevenzione del Covid-19, con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di questi effetti collaterali. Negli studi clinici sia le persone vaccinate che le persone che hanno ricevuto il placebo hanno mostrato un numero molto piccolo di sviluppi di coaguli di sangue. Il numero di trombi ed eventi embolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello della popolazione generale". Cook ha anche fornito alcuni numeri, secondo dati aggiornati al 10 marzo: "Trenta casi di trombosi su quasi 5 milioni di vaccinati, ma è un numero sicuramente errato perché le segnalazioni continuano ad arrivare".

Cosa succede ora e quando ripartono le vaccinazioni con AstraZeneca

Dopo la sospensione di 4 giorni, le vaccinazioni con AstraZeneca ripartiranno già nelle prossime ore. Come aveva comunicato nei giorni scorsi il commissario straordinario per l'emergenza, Francesco Figliuolo "il rallentamento potrà essere riassorbito nell'arco di un paio di settimane, anche grazie all'incremento della quantità del vaccino Pfizer stimato in 707.850 dosi". Il vero problema che ora si dovrà risolvere riguarda proprio le dosi: delle 180 milioni pattuite entro giugno per tutta l'Ue ne arriveranno appena 70 e ancora una volta Bruxelles punta il dito contro il Regno Unito, accusato di ricevere decine di milioni di fiale di Pfizer dal Continente ma non esportare quelle di AstraZeneca, prodotte prevalentemente sul suo territorio.