No al lockdown, sì alla diffusione del coronavirus tra i giovani sani, proteggendo al contempo gli anziani e le persone più vulnerabili, puntando così più ad avere un'immunità di gregge che un vaccino. A suggerirlo è un nutrito gruppo di scienziati, medici e professori universitari firmatari di una petizione on line e di un documento denominato The Great Barrington Declaration che sembra aver fatto breccia anche alla Casa Bianca. A riportarlo soni i media americani, ricordando che la dichiarazione è nata da un incontro organizzato dall'American Institute for Economic Research di Great Barrington, in Massachusetts, e vede tra i suoi principali autori il dottor Jay Bhattacharya, epidemiologo ed esperto di malattie infettive della Stanford University, sede del dottor Scott Atlas, consigliere scientifico del presidente Donald Trump.

L'immunità di gregge

La lettera suggerisce di lasciare che il virus faccia il suo corso tra i giovani e le persone in buona salute puntando a proteggere e isolare coloro che sono più vulnerabili (per età e condizioni cliniche). L’obiettivo finale è, appunto, “l’immunità di gregge”, che si verifica quando una parte sufficiente di popolazione diventa immune a una malattia, o perché è stata vaccinata o perché ha contratto il virus è guarita e ha sviluppato anticorpi.

Trump è favorevole

Secondo quanto riportato dal Washington Post, gli scienziati hanno incontrato la scorsa settimana il segretario americano alla Salute, Alex Azar, e lo stesso dottor Atlas. Il segretario Usa, in un post su Twitter, ha riferito dell'incontro con "Atlas e tre illustri esperti in malattie infettive", sottolineando: "Abbiamo avuto un marcato sostegno alla strategia dell'amministrazione Trump di proteggere in modo aggressivo i vulnerabili con l'apertura delle scuole e dei luoghi di lavoro". Già nei giorni scorsi, in un briefing alla stampa, un funzionario dell'amministrazione aveva evidenziato come la strategia proposta dagli scienziati sostiene quella che è stata la politica di Trump per mesi.

"Le attuali politiche di lockdown stanno avendo effetti devastanti sulla salute pubblica, a breve e a lungo termine – si legge nel testo – l'approccio più compassionevole che bilancia i rischi e i benefici del raggiungimento dell'immunità di gregge, è quello di consentire a quanti sono a rischio minimo di morte di vivere normalmente la propria vita, per favorire l'immunità al virus attraverso l'infezione naturale, proteggendo meglio coloro che sono a maggiore rischio. Si tratta di quella che chiamiamo Protezione Mirata".

I dubbi dell'OMS

A ben vedere due giorni fa, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato che "l'immunità di gregge si raggiunge proteggendo la gente dal virus, non esponendola". "Mai nella storia della sanità pubblica è stata usata come strategia per sconfiggere un'epidemia. Tanto meno per una pandemia. E' scientificamente ed eticamente problematico", ha rimarcato Tedros.