Torna in voga la sedia elettrica negli Stati Uniti: in occasione dell'undicesima esecuzione capitale dall'inizio dell'anno Stephen West, condannato a morte nel 1986 per l’omicidio di una donna e di sua figlia di 15 anni, ha deciso di non optare per l'iniezione letale ma – ai sensi di una legge – ha scelto di morire sulla sedia elettrica.

Come era accaduto anche per altri casi anche stavolta il condannato chiesto la clemenza, il cui respingimento era stato annunciato il 14 agosto dal governatore repubblicano del Tennesse, Bill Lee. Stando a quanto riferisce la Cnn la sua esecuzione era già stata programmata e poi rinviata varie volte, l'ultima delle quali nel 2001, dopo che l’uomo aveva presentato un ricorso. West, a cui era stata diagnosticata una grave malattia mentale, aveva sempre negato il duplice omicidio, accusando un complice. I suoi legali hanno affermato di essere “profondamente delusi dal fatto che lo stato del Tennessee sia andato avanti con l’esecuzione di un uomo a cui lo Stato aveva diagnosticato una grave malattia mentale. Un uomo di profonda fede che ha avuto un impatto positivo su quelli intorno a lui per decenni e un uomo che con prove schiaccianti non ha commesso questi omicidi, ma non ha mai negato la responsabilità personale per il suo coinvolgimento in questi crimini”.

Il suo legale in tribunale ha spiegato che la sedia elettrica è “allo stesso modo incostituzionale, ma ancora meno dolorosa” rispetto all’iniezione letale di tre droghe, preferita dallo Stato. Gli avvocati di due uomini giustiziati nell’agosto dello scorso anno avevano avanzato le stesse argomentazioni prima di scegliere di morire dalla sedia elettrica.