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Assalto al Congresso Usa dei sostenitori di Trump

Usa, commissione 6 gennaio pubblica il rapporto finale: Trump accusato di cospirazione

La commissione del Congresso che indaga sull’attacco dello scorso anno al Campidoglio degli Stati Uniti ha accusato l’ex presidente Trump di “cospirazione in più parti” per ribaltare la sua sconfitta elettorale tre mesi prima.
A cura di Susanna Picone
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Il comitato ristretto della Camera che indaga sull'insurrezione del 6 gennaio 2021 ha pubblicato il suo rapporto finale al termine di un'inchiesta durata un anno e mezzo. La commissione ha accusato l'ex presidente Donald Trump di "cospirazione in più parti" per ribaltare la sua sconfitta elettorale di tre mesi prima.

In un rapporto finale di 845 pagine, il comitato ristretto della Camera che ha indagato sull'insurrezione del 6 gennaio non solo attribuisce la colpa dell'assalto al Congresso direttamente a Trump, ma raccomanda di escludere l’ex presidente dalle cariche pubbliche in futuro.

“Queste prove hanno portato a una conclusione prioritaria e diretta: la causa centrale del 6 gennaio era un uomo, l'ex presidente Trump, seguito da molti altri. Nessuno degli eventi del 6 gennaio sarebbe accaduto senza di lui”, secondo il rapporto.

Sono stati analizzati documenti tra cui e-mail, messaggi, tabulati telefonici, oltre mille interviste e un anno e mezzo di indagini. In 18 mesi il comitato ha tenuto 10 udienze pubbliche e ha ascoltato più di 1000 testimoni, tra cui funzionari e personale dell’amministrazione Trump, membri della sua famiglia, agenti di polizia del Campidoglio, rivoltosi, membri della milizia e altro ancora.

Secondo il materiale raccolto, Trump era "consapevole" di quello che stava facendo ed era "coinvolto in prima persona" nel tentativo di impedire la convalida dei risultati del voto, arrivando a "reclutare" direttamente sostenitori per marciare su Capitol Hill.

I membri della commissione chiedono che Trump sia incriminato per quattro reati: istigazione all'insurrezione, ostruzione a una procedura ufficiale del Congresso, tentata frode ai danni degli Stati Uniti e cospirazione per presentare false testimonianze elettorali al Congresso e agli archivi nazionali. Le loro raccomandazioni non sono vincolanti ma è il dipartimento di Giustizia a poter agire.

Immediata la reazione dell'ex inquilino della Casa Bianca che si è scagliato contro la presidente della Camera Nancy Pelosi parlando di una "caccia alle streghe".

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