Un’ondata di gelo e neve sta paralizzando gli USA: il climatologo spiega cosa succede e qual è l’anomalia

Una vasta e violenta ondata di maltempo invernale sta mettendo in ginocchio gli Stati Uniti, con un bilancio provvisorio di almeno sette vittime e conseguenze estese su gran parte del territorio nazionale. Dal Sud al Nord-Est, il gelo, la neve e soprattutto il ghiaccio stanno paralizzando la vita quotidiana, tra blackout, strade impraticabili e traffico aereo quasi azzerato.
Secondo i servizi meteorologici federali, la tempesta ha portato condizioni definite "estremamente pericolose" lungo un corridoio che va dal Texas al New England. Scuole chiuse, uffici pubblici fermi e migliaia di voli cancellati sono diventati lo scenario comune di questi giorni, mentre le autorità invitano la popolazione a restare in casa e limitare ogni spostamento non necessario.
Le vittime si concentrano in diversi Stati. In Louisiana due uomini sono morti per ipotermia, mentre decessi riconducibili all’esposizione al freddo e alle condizioni meteorologiche estreme sono stati segnalati anche in Texas, Tennessee e Kansas. A New York City, il sindaco ha confermato la morte di almeno cinque persone in un solo giorno, precisando che le cause sono ancora in fase di accertamento, ma ricordando come il freddo rappresenti ogni anno una minaccia per i più vulnerabili.

L’impatto sui servizi essenziali è rilevante: nel fine settimana oltre 830 mila abitazioni sono rimaste senza elettricità, mentre il settore dei trasporti ha registrato più di 11 mila voli cancellati. Le condizioni sulle strade sono particolarmente critiche in diversi Stati, con centinaia di incidenti attribuiti alla formazione di ghiaccio, considerato dagli esperti uno dei fattori più insidiosi della tempesta. La pioggia gelata, congelando istantaneamente al suolo e sulle infrastrutture, ha reso pericolosi anche i brevi spostamenti.
Le previsioni non lasciano intravedere un miglioramento rapido. Neve e ghiaccio potrebbero persistere per giorni e sciogliersi lentamente, complicando le operazioni di ripristino. L’area potenzialmente coinvolta comprende fino a 180 milioni di persone, oltre metà della popolazione statunitense. Alcuni governatori parlano di uno degli episodi di freddo più intensi degli ultimi anni, con temperature sensibilmente inferiori rispetto alla media stagionale in Stati poco abituati a simili estremi, come Texas e Louisiana.
Ma quali sono le cause di quello che sta accadendo? Lo ha spiegato a Fanpage.it Massimiliano Pasqui, climatologo del CNR: "Un profondo sistema depressionario in quota si sta muovendo dal Canada verso latitudini più meridionali degli Stati Uniti. Questa circolazione sta portando un flusso di aria gelida di origine artica ad interessare gran parte degli Stati Uniti centro-orientali arrivando anche sugli stati più meridionali come il Texas. Questa discesa di aria artica mantiene le temperature sotto zero e anche significativamente sotto le medie del periodo; basti pensare per esempio che in Texas stiamo già oltre i 15 gradi in meno rispetto alla norma. Ed in più questa aria artica sta determinando anche vere e proprie tempeste di neve, soprattutto sugli stati nord-orientali".
Si tratta – aggiunge Pasqui – di un fenomeno in parte normale per la stagione: "Non è infrequente osservare nella parte centrale dell'inverno discese di aria artica su quelle regioni. Ciò nonostante risulta in parte anomalo, soprattutto perché sorprendono le dimensioni dell'area coinvolta – stiamo parlando infatti di gran parte del Nord America – e soprattutto l'estensione latitudinale, visto che questa aria artica sta praticamente interessando anche regioni molto meridionali lambendo le coste del Golfo del Messico. In parte questo fenomeno può essere attribuito ad un dislocamento meridionale del vortice polare stratosferico, cioè a un suo movimento verso latitudini più meridionali. Di solito questo movimento tende ad abbassare di latitudine anche le correnti a getto, che sono quelle che corrono nella troposfera da occidente verso oriente e che di conseguenza forzano l'aria artica a scendere di latitudine portando così gelo anomalo, in maniera anche molto repentina, e poi neve in abbondanza".