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Trump ritirerà gli Stati Uniti da più di 60 organizzazioni internazionali, comprese quelle Onu

Donald Trump ha ordinato il ritiro degli Usa da 66 organizzazioni, di cui 31 legate all’Onu. Questi organismi – che si occupano di clima, politiche di genere, migrazione e antiterrorismo – “operano in contrasto con gli interessi nazionali”, sostengono dalla Casa Bianca.
A cura di Giulia Casula
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Gli Stati Uniti si preparano a lasciare decine di organizzazioni internazionali. Il presidente Donald Trump ha firmato un provvedimento che stabilisce il ritiro del Paese da 66 organizzazioni, di cui 31 appartenenti alle Nazioni Unite. Questi organismi "operano in contrasto con gli interessi nazionali degli Stati Uniti", è la spiegazione fornita dalla Casa Bianca, che tuttavia non ha chiarito in che modo lo farebbero.

Perché Trump ha ordinato il ritiro

Washington si è limitato a spiegare che tali organizzazioni "promuovono le politiche climatiche radicali e programmi ideologici che sono in conflitto con la sovranità e la potenza economica degli Stati Uniti". Dal clima alle politiche di genere, fino alla migrazione e all'antiterrorismo, sono diversi le tematiche di cui si occupano gli organismi che il tycoon vuole abbandonare.

Nel mirino dell'ordine esecutivo di Trump sono finite agenzie, commissioni e comitati consultivi collegati alle Nazioni Unite che si concentrano su clima, lavoro e altre questioni classificate come orientate alla diversità e alle iniziative ‘woke'. Secondo l'amministrazione Usa queste organizzazioni sarebbero mal gestite, inutili, dispendiose, sfruttate per obiettivi contrari a quelli nazionali o che rappresentano "una minaccia per la sovranità, le libertà e la prosperità generale della nostra nazione", ha affermato il dipartimento di Stato in una nota.

La decisione del tycoon non è nuova. Ci sono dei precedenti. Dal suo insediamento Trump ha proceduto a sospendere il sostegno ad agenzie come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'UNRWA, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e l'UNESCO.

Da quali organizzazioni internazionali si sono ritirati gli Usa

Ora gli Usa si ritireranno dal trattato internazionale per il clima, il Un Framework Convention on Climate Change, creato nel 1992 e che conta tutti i Paesi del mondo come suoi membri. Saranno fuori anche dall'Intergovernmental Panel on Climate Change, comitato dell'Onu, il Carbon Free Energy Compact, l'Università delle Nazioni Unite, l'International Cotton Advisory Committee, l'International Tropical Timber Organization, il Partnership for Atlantic Cooperation, l'Istituto Panamericano di Geografia e Storia, la Federazione Internazionale dei Consigli e delle Agenzie per le Arti e la Cultura e l'International Lead and Zinc Study Group.

"Come mostra la lista, quello che era iniziato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in una vasta architettura globale, spesso dominata da un'ideologia progressista e distaccata dagli interessi nazionali", ha detto il segretario di Stato Marco Rubio.

Tra le altre organizzazioni non Onu presenti nell'elenco figurano il Partnership for Atlantic Cooperation, l'International Institute for Democracy and Electoral Assistance e il Global Counterterrorism Forum.

Cina e Ue contro la decisione di Trump

La decisione è stata criticata dalle autorità cinesi. "Non è una novità", ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri della Cina, Mao Ning, secondo cui il significato stesso dell'esistenza delle organizzazioni internazionali e dei meccanismi multilaterali risiede nel fatto che "non rappresentano gli interessi particolari di un singolo paese, ma tutelano gli interessi comuni degli Stati membri". Mao ha sottolineato che proprio per questo motivo "il sistema internazionale con al centro le Nazioni unite ha garantito per oltre 80 anni la pace e la stabilità nel mondo, ha promosso lo sviluppo economico e sociale e ha salvaguardato l'uguaglianza dei diritti di tutti i paesi".

Anche l'Ue si è scagliata contro l'uscita degli Usa dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. "Alla Casa Bianca non interessano l'ambiente, la salute o le sofferenze delle persone. La pace, la giustizia, la cooperazione o la prosperità non sono tra le sue priorità. Nemmeno la grande eredità degli Stati Uniti alla governance globale", ha scritto sui social la vice presidente esecutiva della Commissione Ue, responsabile per la transizione verde, Teresa Ribera. Duro il commento del commissario al Clima, Wopke Hoekstra: "L'Unfccc è alla base dell'azione globale per il clima. Riunisce i paesi per sostenere il clima, ridurre le emissioni, adattarsi ai cambiamenti climatici e monitorare i progressi. La decisione della più grande economia mondiale e del secondo maggior produttore di emissioni di ritirarsi da essa è deplorevole e sfortunata".

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