Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime del terremoto in Turchia. Al momento i corpi senza vita recuperati dai soccorritori sono venti ma le operazioni di ricerca proseguono senza sosta perché sarebbero decine le persone che ancora mancano all’appello e che si teme siano rimaste intrappolate sotto le macerie provocate dal sisma. La scossa di terremoto infatti ha colpito il settore orientale della Turchia nella serata di venerdì sorprendendo in casa gli abitati della zona e facendo crollare diversi edifici e abitazioni private. Il sisma di magnitudo 6,8 gradi sulla scala Richter ha avuto come epicentro la piccola città lacustre di Sivrice, nella provincia orientale di Elazig, ed è stato così potente da essere percepito anche in Siria, Libano e Iran.

Dopo l’allarme scattato poco prima delle 21 ora locale, le 18.55 in Italia, sul posto  sono accorsi in poco tempo numerosi servizi di emergenza tra vigili del fuoco, protezione civile e ambulanze. Le ricerche e gli scavi tra le macerie del terremoto sono andate avanti per tutta la notte senza sosta. Il bilancio provvisorio della mattinata successiva parla di almeno venti persone morte ma sarebbero circa una trentina i dispersi. La maggior parte di loro sarebbe rimasta sepolta sotto uno degli edifici crollati e rasi al suolo dalla scossa.

Secondo l’’autorità per la gestione delle emergenze e dei disastri naturali in Turchia, sedici persone sono morte nella provincia di Elazig e almeno quattro in quella di Malatya. Secondo l'agenzia governativa per la Protezione civile sarebbero invece un migliaio circa le persone rimaste ferite e assistite dai sanitari. Migliaia anche le persone sfollate perché costrette a lasciare le loro case distrutte o pericolanti e che attendono ora l’allestimento di campi e tendopoli.

"Siamo accanto al nostro popolo", ha scritto su Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdogan assicurando che sarà fatto ogni sforzo per aiutare le persone coinvolte. "I soccorritori stanno cercando di estrarre almeno 30 persone bloccate sotto le macerie degli edifici crollati a Elazig", ha detto il ministro degli interni Suleyman Soylu. Col passare delle ore però purtroppo le speranze di ritrovare in vita chi manca all’appello si affievoliscono sempre di più tra lo strazio dei parenti in attesa di ricevere qualche notizia dai soccorritori.