Ha sollevato il suolo di circa 10 centimetri vicino alla città di Durazzo il terremoto di magnitudo 6,2 registrato ieri lungo la costa dell'Albania. Lo indicano le immagini radar riprese dai satelliti Sentinel-1 del programma europeo Copernicus di Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea, analizzate dai sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Intanto, mentre continuano le operazioni di soccorso nei principali centri colpiti dal sisma, una nuova scossa è stata segnalata questo pomeriggio, di magnitudo 5.6, facendo ripiombare l'intero paese nella paura.

Intanto, cresce il bilancio delle vittime del terremoto che ieri ha colpito l'Albania: sono almeno 31 i morti, tra cui anche bambini, mentre 45 persone sono state salvate ed estratte dalle macerie; altre 650 sono state curate per lesioni. Proclamata anche una giornata di lutto nazionale e lo stato di emergenza. Quello che si sta verificando nel paese balcanico è una sequenza di scosse di media intensità, generate da una faglia lunga 85 chilometri che si estende da Nord-Ovest e Sud-Est, fra le città di Durazzo e Lushnje e che non si completamente attivata. Le scosse successive alla principale di ieri notte risultano al momento almeno 70. Di queste sono state circa 50 di magnitudo compresa fra 3 e 4, dieci di magnitudo fra 4 e 5 e restano ferme alle tre registrate martedì quelle di magnitudo superiore a 5. A queste si aggiungono inoltre il terremoto di magnitudo 5,3 avvenuto ieri in Bosnia-Erzegovina e quello di magnitudo 6 con epicentro non lontano dall'isola di Creta (Grecia) avvenuto alle ore 8:23 di mercoledì.