Sydney, tre attacchi di squalo in due giorni: chiuse tutte le spiagge del nord

Sydney si risveglia con il mare in "lockdown". Tutte le spiagge delle Northern Beaches sono state chiuse fino a nuovo ordine dopo una sequenza ravvicinata di attacchi di squalo che, in appena due giorni, ha riportato paura e allarme lungo la costa.
L’episodio più grave si è verificato lunedì sera a North Steyne Beach, a Manly. Un uomo, poco più che ventenne, è stato morso da uno squalo poco dopo le 18.20. Soccorso dai bagnanti e portato d’urgenza al Royal North Shore Hospital, versa in condizioni critiche per le gravi ferite riportate alle gambe.
Si tratta del terzo attacco registrato a Sydney nell’arco di 48 ore. Solo poche ore prima, a Dee Why, uno squalo aveva colpito ripetutamente la tavola di un surfista di 11 anni, danneggiandola in modo evidente ma senza ferire il ragazzo, aiutato a rientrare a riva da altri surfisti. Domenica, invece, un tredicenne era stato aggredito mentre nuotava nella zona orientale della città, a Vaucluse: il giovane è ancora ricoverato in ospedale con lesioni a entrambe le gambe.
Dopo l’attacco di Dee Why, i bagnini del consiglio locale hanno attivato immediatamente i protocolli di sicurezza: allarme sonoro, cartelli di avvertimento, pattugliamenti con moto d’acqua e l’impiego di un drone per monitorare la presenza di squali. Nonostante ciò, nelle ore successive non sono stati segnalati nuovi avvistamenti.
Secondo i biologi del Dipartimento delle industrie primarie, il morso di circa 15 centimetri sulla tavola del giovane surfista è compatibile con quello di uno squalo toro, la stessa specie sospettata anche per gli altri attacchi. A Dee Why, la rete anti-squalo era regolarmente installata, ma la spiaggia era già chiusa per le forti mareggiate e le condizioni pericolose del mare.
Le autorità collegano l’aumento del rischio alle condizioni ambientali degli ultimi giorni. Le piogge intense del fine settimana hanno riversato grandi quantità di acqua dolce nel porto e lungo la costa, riducendo la visibilità e creando un ambiente favorevole alla presenza degli squali. Il forte moto ondoso ha inoltre impedito l’attivazione delle smart drumlines, i dispositivi che segnalano in tempo reale l’attività degli squali lungo gran parte della costa del Nuovo Galles del Sud.
L’episodio di Dee Why riporta alla memoria un precedente ancora vivo nella comunità locale: a pochi metri di distanza, nel settembre scorso, il surfista cinquantenne Mercury Psillakis era stato ucciso da uno squalo. Una tragedia che aveva spinto il governo statale a rivedere, e poi sospendere, una sperimentazione sulla rimozione di alcune reti di protezione.