Strage Crans-Montana, si allarga l’inchiesta: ci sono altri 2 indagati dopo i coniugi Moretti

Si allarga l’inchiesta per la strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove nel locale Le Constellation sono morti 40 giovani e oltre cento sono rimasti feriti. Gli indagati adesso sarebbero quattro: dopo i coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale dell’incendio e indagati nelle prime fasi delle indagini, sono stati iscritti nel registro degli indagati un ex funzionario del Comune di Crans-Montana e l'attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica. Sono Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud.
Balet è il funzionario che il 3 gennaio ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e amministrativa relativa al locale. Jacquemoud, attualmente responsabile della sicurezza del comune di Val d'Illiez, viene citato dall'avvocato Mickael Guerra, legale di alcune famiglie delle vittime, che chiede il suo interrogatorio: "In qualità di ex funzionario e tenuto conto della sua posizione gerarchica, – scrive l'avvocato alla procura – egli sarà in grado di riferire utilmente in merito ai controlli effettuati presso i luoghi incriminati e di fornire informazioni utili su elementi determinanti per l'istruttoria". Il 13 febbraio Jacquemoud aveva incaricato l'avvocato David Aioutz, di rappresentarlo e accompagnarlo in eventuali interrogatori.
Finora, dopo la tragedia di Capodanno, solo i coniugi Moretti erano finiti sotto inchiesta per omicidio, lesioni personali e incendio colposi. Jacques Moretti la scorsa settimana è stato poi scarcerato su cauzione, decisione che ha scatenato l’ira delle famiglie delle vittime di Capodanno e anche una dura reazione da parte dell’Italia che ha richiamato l’ambasciatore.
Sulle polemiche è intervenuto di nuovo oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha voluto assicurare però che con la Svizzera non c'è stato "nessun incidente diplomatico" ma che "pretendiamo che si faccia giustizia". "Rispettiamo tutte le decisioni, si possono anche criticare certe decisioni che non riguardano la Svizzera e il governo svizzero, ma riguardano un cantone che, di fronte a una tragedia come quella della notte di Capodanno, ha tardato sulle indagini, ha rimesso in libertà su cauzione irrisoria (200 mila franchi) due persone che sono oggettivamente responsabili", le parole del ministro Tajani, osservando che "quando c'è pericolo di reiterazione del reato, di fuga e di inquinamento delle prove" si è "liberi di decidere, si può anche cambiare magistrato, andare con il giudice di un altro cantone". Il ministro ha aggiunto che l’Italia ha chiesto indagini congiunte perché ci sono morti e feriti nostri connazionali.