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Texas, 18enne spara in una scuola elementare a Uvalde

“Sparava dalla porta, vedevo la sua faccia”, il racconto di un bimbo scampato alla strage in Texas

I terribili e drammatici momenti vissuti dal piccolo Daniel Ruiz, un bimbo di 9 anni scampato alla strage di Uvalde, in Texas, grazie alla reazione immediata della sua insegnante.
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A cura di Antonio Palma
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Texas, 18enne spara in una scuola elementare a Uvalde

Da sotto un banco, dove si era rifugiato con gli altri compagni di scuola, ha sentito gli spari del killer attraverso la porta, ha visto la maestra colpita e ferita e ha potuto vedere in faccia a pochi metri da lui l'omicida, attraverso la finestra sul corridoio. Sono i terribili e drammatici momenti vissuti dal piccolo Daniel Ruiz, un bimbo di 9 anni scampato alla strage di Uvalde, in Texas, grazie alla reazione immediata della sua insegnante.

Quando il 18enne è entrato armato alla Robb Elementary School di Uvalde e ha iniziato a sparare, Daniel è sopravvissuto prima nascondendosi "sotto un tavolo vicino al muro" e poi scappando via da una finestra insieme ad altri piccoli studenti. Daniele non era nella classe dove il killer si è poi barricato ma in una vicina aula da dove ha assistito ai primi momenti della sparatoria tra il terrore di tutti.

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Fondamentale l'intervento di una delle maestre che ai primi spari ha immediatamente chiuso la porta e impedito al killer di entrare. Ricostruendo quei drammatici momenti, Daniel ha rivelato alla CNN che l'uomo armato ha sparato diversi colpi nella sua classe attraverso la porta dopo essere stato bloccato all'ingresso. Proiettili che hanno colpito l'insegnante e un compagno di classe, rimasti feriti ma fortunatamente fuori pericolo.

"Mi sono nascosto sotto un tavolo vicino al muro" ma attraverso la finestra "Riuscivo ancora a vedere la sua faccia. Potevo vederlo fissare le persone di fronte a me" ha raccontato il piccolo alunno, rimasto ferito a sua volta durante la fuga ma in maniera non grave. Daniel infatti è uscito da una finestra rotta per scappare, tagliandosi una mano su un vetro.

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Un racconto drammatico che conferma il grave e colpevole ritardo con cui la polizia è intervenuta sul posto. Come ha raccontata Daniel, infatti, la stessa insegnante ferita dagli spari ha inviato un messaggio ai servizi di emergenza sanitaria descrivendo quanto stesse accadendo ma la polizia ha scelto di non effettuare nessun blitz. Secondo quanto ricostruito finora, due agenti erano arrivati nel corridoio pochi minuti dopo e sono stati feriti leggermente dagli spari del killer attraverso la porta dell'aula in cui era riuscito a rinchiudersi. Da quel momento, però, è passata quasi un'ora dall'intervento nella classe in cui sono stati uccise due maestre e 19 bambini, tra cui la cuginetta di Daniel.

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