Siria, altri 57 morti provocati dal regime di Assad. Da luglio, 4.300 civili uccisi

Cinquantasette persone sono state uccise nel sud della Siria, nelle città di Sanamin e Ghabagheb, da una serie di violenti attacchi portati dal regime. A rivelarlo è stato l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, che ha specificato che tra i morti ci sono anche sei bambini, sette donne e 12 soldati dell'esercito regolare: è questa un'informazione molto importante. La fonte spiega che sarebbero stati uccisi perché si temeva che avrebbero tradito e fornito importanti informazioni ai ribelli: le defezioni nelle fila dell'esercito sono infatti all'ordine del giorno.
Un altro duro attacco aereo è stato portato ieri nella città di Arsal, nel Libano orientale, ma non è ancora chiaro se c siano state vittime. La notizia è stata confermata dalla Croce Rossa Internazionale. Non è la prima volta che i caccia del regime di al-Assad fanno incursione oltre frontiera, a caccia di ribelli che si nasconderebbero nelle aree rurali libanesi. Il ricorso ad attacchi aerei, secondo un rapporto redatto da Human Right Watch, avrebbe provocato migliaia di morti civili dal luglio del 2012, e non accennerebbe a diminuire di intensità. Il rapporto della Ong rivela che ad essere stati bombardati non sono stati solo siti militari dei ribelli, ma anche ospedali: a Dar al-Shifa, a nord di Aleppo, un presidio sanitario è stato bombardato ben quattro volte. Un residente della città di Azaz ha raccontato a Human Right Watch che almeno 12 membri della sua famiglia sono rimasti uccisi il 15 agosto scorso: uno degli ordigni esplosivi utilizzati sarebbe stata una potente bomba a frammentazione, con un raggio di azione di 155 metri. Ma il dossier rivela che sono state utilizzate anche bombe al grappolo e armi incendiarie. naturalmente, non è tardata ad arrivare la replica del regime, che ha accusato la Ong di essere asservita agli interessi dei ribelli.