L'allarme era stato lanciato forte e chiaro il 10 agosto, in occasione della Giornata Mondiale del Leone: quel giorno alcuni tra i massimi esperti internazionali nello studio e monitoraggio dei felini ha fatto sapere che nell'ultimo quarto di secolo i leoni africani sono diminuiti del 43 per cento, invitando i media a sensibilizzare l'opinione pubblica, soprattutto affinché vengano combattuti con la massima fermezza i bracconieri. Quello stesso giorno, però, un cacciatore di frodo non si è fatto nessuno scrupolo a braccare e uccidere Seduli, il grande maschio simbolo dello Hwange National Park, la splendida e immensa area naturale dello Zimbawe.

A diffondere la tragica notizia, oltre alle autorità del parco nazionale, che hanno diramato le fotografie del leone, anche Africa Geographic che in una nota ha ricordato quanto, quel leone, fosse diventato noto grazie alle innumerevoli visite presso i vari lodge dell'area. Anche per questo, Seduli era stato immortalato in migliaia di fotografie e video da parte dei turisti di tutto il mondo che da tempo lo consideravano un vero e proprio simbolo del parco.

Captured in Africa Foundation, la fondazione che si occupa della difesa degli animali selvatici africani, per prima ha denunciato l'uccisione del leone: "E' con profondo rammarico che informiamo tutti coloro che ci seguono, di aver scoperto che Seduli, uno dei leoni più amati del Parco Nazionale di Hwange, è stato ucciso dai cacciatori lo scorso fine settimana, proprio durante la Giornata Mondiale del Leone. Nonostante i nostri tentativi di impedire che Seduli e il suo compagno fossero cacciati, Seduli ha perso la vita inutilmente e ora, Mopani, vaga per le terre selvagge da solo".