video suggerito
video suggerito
Opinioni
Attacco all'Iran di Israele e USA

Se le parole di Pedro Sanchez sulla guerra in Iran non ci sembrano ovvie, il problema siamo noi

Il primo ministro spagnolo ha detto no alla guerra israelo-americana all’Iran usando parole con cui dovremmo essere tutti d’accordo, destra e sinistra. Chiediamoci perché non lo siamo, e capiremo dove stiamo andando.
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Aiutatemi: cos’avrebbe detto di così rivoluzionario, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, sulla guerra in Iran di Donald Trump e Benjamin Netaniyahu?

È quando ha detto che il "diritto internazionale che ci protegge tutti, soprattutto i più vulnerabili”?

O quando ha detto che “non dobbiamo dare per scontato che il mondo possa risolvere i suoi problemi solo attraverso conflitti e bombe”?

È quando ha detto la guerra di George W. Bush all’Iraq di Saddam Hussein ha regalato agli europei “un mondo più insicuro e una vita peggiore”?

O quando ha detto che da questa guerra “non emergerà un ordine internazionale più equo, né produrrà salari più alti, servizi pubblici migliori o un ambiente più sano”?

È quando ha detto che i governi devono “migliorare la vita delle persone, per fornire soluzioni ai problemi, non peggiorarla”?

O che la guerra arricchisce sempre i soliti miliardari, “gli unici che vincono quando il mondo smetterà di costruire ospedali per costruire missili”? 

Perché il punto alla fine è tutto qua.

Che non dovrebbero stupirci le frasi di Sanchez, ma altre parole

Quelle del nostro ministro degli esteri Antonio Tajani secondo cui “il diritto internazionale vale fino a un certo punto”.

Quelle del presidente francese Emmanuel Macron quando dice che “per essere liberi bisogna essere temuti e potenti”.

Quelle della presidente del consiglio Giorgia Meloni che da vera patriota l’unica cosa che sa dire è che la preoccupa “il contesto generale” sia mai che a nominarlo Donald Trump si indispettisca.

O quelle del vicepremier-pacifista-per-Mosca Matteo Salvini secondo cui “se un regime prepara la bomba atomica, chi è intervenuto ha fatto bene”, e vagli a spiegare che l’Iran non ha la bomba atomica, mentre Vladimir Putin, con cui lui vorrebbe scendere a patti dal 2022, invece sì. 

Ecco: il problema non è quel che ha detto Sanchez.
Il problema è che Sanchez ci sembra un rivoluzionario perché ci siamo abituati a tutti gli altri.

E forse è questo ciò di cui dovremmo preoccuparci davvero.

0 CONDIVISIONI
Immagine
Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views