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Scontri e vittime in Egitto, Usa richiama il personale diplomatico

In seguito ai violenti scontri in corso in Egitto, gli Stati Uniti hanno lanciato l’allarme chiedendo ai cittadini americani di evitare di andare nel Paese. Inoltre il Dipartimento di Stato ha richiamato il personale non essenziale. Ad Alessandria è morto un 21enne americano.
A cura di Susanna Picone
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Alla vigilia del 30 giugno, primo anniversario di presidenza di Mohamed Morsi, proseguono gli scontri in Egitto. Scontri tra manifestanti e oppositori del presidente che hanno portato già a diverse vittime in tutto il Paese. È rimasto ucciso nelle ultime ore anche un ragazzo americano di 21 anni: il sito del Kenyon College dell’Ohio ha reso noto che l’ambasciata Usa lo ha identificato come Andrew Pochter, originario del Maryland, che lavorava come stagista presso la Amideast, una Ong americana. Lo studente è morto ad Alessandria insieme ad altre due persone. Nella stessa città è stata data alle fiamme la sede dei Fratelli musulmani.

Usa: via dal Paese – Violenze anche a Port Said dove è rimasto ucciso un giornalista egiziano dopo che un piccolo ordigno è stato scagliato contro i sostenitori dei Fratelli musulmani e del presidente. I feriti sono oltre 140. A causa delle violenze l’amministrazione Obama ha lanciato l’allarme chiedendo ai cittadini americani di evitare di andare in Egitto mentre il Dipartimento di Stato ha autorizzato tutto il personale diplomatico non essenziale, assieme alle famiglie, a lasciare il Paese almeno fino a quando la situazione non migliorerà. L’avvertimento è stato diffuso poche ore dopo che è stato ucciso il cittadino statunitense.

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