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Sale il bilancio del terremoto in Iran: 306 morti, oltre 3000 feriti (VIDEO)

Il ministro della Sanità ha fornito l’ultimo gravissimo bilancio delle vittime: nelle sale mortuarie sono arrivati tantissimi bambini e donne, molti sono morti in ospedale. Tra le macerie adesso si cercano solo i cadaveri.
A cura di Susanna Picone
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Il ministro della Sanità ha fornito l’ultimo gravissimo bilancio delle vittime: nelle sale mortuarie sono arrivati tantissime donne e bambini, molti sono morti in ospedale. Tra le macerie adesso si cercano solo i cadaveri.

Il bilancio del terremoto che sabato ha sconvolto l’Iran nord-occidentale continua ad aggravarsi: le prime stime, mentre ancora si cercava tra le macerie, parlavano di circa 250 vittime mentre oggi il ministro della Sanità, Marzieh Vahid Dastjerdi, ha annunciato che i morti sono almeno 306. Un numero altissimo, che segna un’impennata rispetto al bilancio annunciato in precedenza, e che risulta aggravato ancor più da quello dei feriti giunto a quota 3.037. Le due violente scosse di terremoto (magnitudo 6.3 e 6.4 della scala Richter) sono avvenute a undici minuti di distanza l’una dall’altra e hanno distrutto diversi villaggi, alcuni completamente rasi al suolo, altri isolati al punto tale da non riuscire a ricevere i soccorsi. L’epicentro è stato localizzato non lontano dalla città di Tabriz.

Molti hanno sepolto i loro morti senza far ricorso alle autorità – Sotto le macerie sono morti tantissime donne e bambini: nelle sale mortuarie degli ospedali sono arrivate, infatti, 219 tra salme di donne e bambini, 49 quelle degli uomini. Diverse famiglie, secondo quanto ha spiegato il ministro, hanno sepolto i loro morti senza far ricorso alla struttura sanitaria. L’Iran ritiene che ormai tutti coloro che erano rimasti intrappolati sotto le macerie sono stati tratti in salvo: non ci sarebbero, insomma, altri superstiti dunque vanno adesso recuperati solo i corpi delle vittime. Per quanto riguarda il numero altissimo dei feriti non tutti hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale: sarebbero circa 700 quelli che invece sono stati già sottoposti a interventi chirurgici.

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