Riesumato il corpo di Barbara Jankavski, l’influencer che voleva diventare una Barbie umana

Restano aperti pesanti interrogativi sulla morte di Barbara Jankavski Marquez, l’influencer conosciuta sui social come la “Barbie Umana”. I suoi resti sono stati riesumati nei primi giorni di febbraio, a circa tre mesi dal decesso, su disposizione della procura, che ha messo in discussione le conclusioni iniziali, attribuite a un infarto legato all’uso di cocaina.
Barbara, 31 anni, era stata trovata senza vita la notte del 2 novembre scorso a San Paolo, nell’abitazione di Renato De Vitto, avvocato che ha poi ammesso di averla ingaggiata come escort. Al momento del ritrovamento, la donna era in biancheria intima e presentava segni sul volto. In un primo momento, la morte era stata classificata come accidentale. Ora, invece, i magistrati hanno segnalato lesioni al collo compatibili con un’asfissia meccanica, aprendo all’ipotesi di strangolamento e richiedendo una riesumazione per ulteriori accertamenti medico-legali.
Gli inquirenti hanno disposto radiografie mirate al collo per verificare la presenza di fratture e test del DNA sotto le unghie della vittima, per accertare se abbia tentato di difendersi. Nella casa erano presenti due amici — uno di Barbara e uno di De Vitto — finora ascoltati solo come testimoni; sia la procura sia i legali della famiglia chiedono ora che vengano indagati. De Vitto sostiene di aver provato a rianimare la donna per nove minuti prima dell’arrivo dei soccorsi e che la 31enne si fosse addormentata dopo aver fatto uso di cocaina, senza più svegliarsi.
Barbara Jankavski Marquez, conosciuta anche come “Boneca Desumana” (“Bambola disumana”), era diventata famosa in Brasile per le sue trasformazioni estetiche estreme. Nel corso degli anni si era sottoposta ad almeno 27 interventi chirurgici — liposuzioni, impianti al seno e ai glutei, lifting alle sopracciglia e cinque rinoplastiche — spendendo il corrispettivo di oltre 45mila euro. Documentava gran parte dei trattamenti sui social (soprattutto Instagram e TikTok), fornendo consigli a chi desiderava modificare il proprio corpo, mostrando anche lividi e gonfiori con ironia. La sua popolarità le aveva permesso di partecipare a programmi televisivi e a campagne pubblicitarie, tra cui uno spot per Burger King nel 2024.
Il caso, inizialmente seguito dal 7° Distretto di Polizia di Lapa, nella zona ovest di San Paolo, è ora affidato al Dipartimento Omicidi e Protezione delle Persone (DHPP), sezione specializzata della Polizia Civile. La famiglia continua a contestare l’ipotesi dell’infarto e chiede che vengano chiarite tutte le circostanze che ne hanno portato alla morte.