Strage in Repubblica Ceca, dove diverse persone sono morte stamattina intorno alle 7 in seguito a una sparatoria avvenuta in un ospedale della città di Ostrava, nel Nord-Est del paese: lo ha riferito il ministero dell'Interno Jan Hamáček, citato dall'agenzia Reuters. Secondo alcune fonti di stampa, le vittime sarebbero almeno sei.

Un uomo armato è riuscito a introdursi indisturbato nella struttura sanitaria e ad aprire il fuoco contro i pazienti che si trovavano nel reparto degli ambulatori. Il killer è poi riuscito a darsi alla fuga; è quindi stata fatta scattare una serrata caccia all'uomo con l'impiego di centinaia di poliziotti e un elicottero, che dall'alto ha perlustrato l'area.  L'ospedale è stato chiuso così come la vicina sede universitaria. La polizia ha chiesto ai cittadini di fornire tutte le informazioni utili a identificare e trovare il responsabile della sparatoria, il cui movente è ancora sconosciuto: nessuna pista, neppure quella terroristica, è stata esclusa dagli inquirenti. Le autorità hanno diffuso un identikit dell'uomo, un giovane alto circa un metro e ottanta con una giacca rossa. "Chiediamo ai cittadini di aiutarci a trovare il sospetto ma di prestare la massima attenzione". In seguito, tuttavia, sempre la polizia ha spiegato che la foto diffusa non era dell'assassino bensì di un testimone. "Informazione sulla foto: questa persona è un testimone importante ma stiamo cercando un'altra persona. Grazie per la comprensione", hanno segnalato le forze dell'ordine. Intanto il presidente della Repubblica ceca, Milos Zeman, ha espresso "le sue più sentite condoglianze" per le vittime della sparatoria ringraziando per la loro opera quanti sono intervenuti come forze di sicurezza e squadre di emergenza.

La caccia all'uomo si è conclusa dopo poche ore. Braccato dagli agenti, l'assassino ha fermato l'auto su cui era in fuga e si è sparato alla testa. L'uomo aveva 42 anni, si chiamava Ctirad V. ed era un operaio. Lo ha reso noto il sito della Radio ceca. "Si era messo in testa di essere gravemente malato e che nessuno volesse curarlo", ha detto all'emittente Ales Zygula, responsabile della ditta di costruzione per la quale il killer lavorava.