17 Giugno 2016
10:13

Regno Unito in lutto per l’omicidio della deputata Jo Cox, aveva ricevuto minacce

Unanime il cordoglio nel Paese dopo il brutale assassinio della deputata. Intanto le indagini della polizia sul 52enne arrestato, Thomas Mair, proseguono per stabilire il movente dietro l’aggressione. Secondo alcuni testimoni avrebbe gridato Britain First, ma per il fratello ha problemi mentali.
A cura di Antonio Palma

C'è sgomento in tutto il Regno Unito all'indomani dell'omicidio della deputata laburista Jo Cox, brutalmente aggredita e assassinata da uno sconosciuto in strada mentre si trovava nel suo collegio elettorale per un incontro con gli elettori. Unanime il cordoglio del mondo politico e istituzionale britannico che ha immediatamente sospeso la campagna elettorale per il referendum sulla Brexit. L'intera nazione è in lutto e veglie in memoria della donna si sono tenute ieri a tarda sera sia davanti al Parlamento di Londra sia nella città natale di Jo Cox dove purtroppo la deputa è morta.

Centinaia di persone infatti hanno affollato la Chiesa di St. Peter a Birstall, nel West Yorkshire, dove si è svolta una funzione religiosa celebrata dal vescovo di Huddersfield in memoria della Cox, che avrebbe compiuto 42 anni tra pochi giorni. "Era cresciuta in questa comunità, aveva vissuto per questa comunità, aveva servito questa comunità e, alla fine, ha dato la vita per questa comunità", ha dichiarato il reverendo Jonathan Gibbsd davanti a molti fedeli che conoscevano direttamente la deputata. Nella capitale inglese invece una veglia improvvisata ha raccolto l'adesione di decine di parlamentari e colleghi della donna oltre che di gente comune, tra cui  leader laburista Jeremy Corbyn. Anche la Regina Elisabetta ha deciso di esprimere il suo cordoglio con una lettera privata inviata al marito della deputata uccisa, Brendan Cox.

L'inchiesta sull'omicidio di Jo Cox

Dopo l'arresto del 52enne identificato dai media come Thomas Mair, l'inchiesta sull'assassinio intanto va avanti. La polizia ora ascolterà tutti i testimoni dell'agguato soprattutto per stabilire il movente dietro l'omicidio. Secondo alcuni testimoni, quello alla deputata è stato un vero e proprio agguato. Jo Cox  sarebbe stata prima accoltellata più volte, poi raggiunta da tre colpi d'arma da fuoco, di cui l'ultimo vicino alla testa. Secondo l'Independent un testimone ha raccontato che l'aggressore prima di colpirla avrebbe gridato: "Britain first", "prima di tutto la Gran Bretagna", che è anche il nome di una formazione politica inglese di estrema destra. Il gruppo dal suo canto rigetta ogni coinvolgimento: "I media stanno disperatamente cercando di coinvolgerci in questo fatto. Britain First chiaramente non è coinvolto e non incoraggerebbe mai un comportamento di questo tipo".

Su quest'ultima circostanza la polizia al momento non conferma né smentisce, ma mantiene il massimo riserbo. Al momento comunque in relazione all'aggressione non c'è nessun altro ricercato e gli inquirenti sono propensi a considerarlo un gesto isolato. Secondo la Ong Usa Southern Poverty Law Centre, l'uomo arrestato  è stato un "devoto sostenitore dell'Alleanza nazionale, che per decine di anni è stata l'organizzazione neonazista più importante degli Stati Uniti che teorizza la creazione di una nazione popolata esclusivamente da bianchi". Seconod le stesse fonti,  l'uomo nel 1999 comprò da Alleanza Nazionale un manuale con istruzioni su come costruire una pistola. Non solo, per la Ong Mair era anche un abbonato a «S.A. Patriot», una rivista sudafricana, pubblicata da un gruppo pro-apartheid. Secondo il fratello dell'arrestato, Scott Mair, però l'uomo ha sofferto di disturbi mentali ed è stato anche in terapia. Secondo molti conoscenti del 52enne, invece, Thomas Mair era un tipo taciturno e solitario  che non aveva mai mostrato di essere pericoloso.

Sotto accusa è finita però anche la polizia per la scarsa sicurezza intorno alla deputata. Secondo i media locali, infatti, la deputata laburista uccisa ieri a Birstall, vicino a Leeds, aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi, ma nonostante questo non era stato preso alcun provvedimento per la sua incolumità. Secondo il Times, per le minacce era stato arrestato anche un uomo non connesso con l'aggressione di ieri, ma la revisione delle misure di protezione per Jo Cox da parte della polizia era ancora in corso.

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