Nella giornata di oggi, 22 febbraio, il premier britannico Boris Johnson comunicherà al Regno Unito il piano d'azione per uscire dal lockdown. Nei territori della Regina Elisabetta i tassi di contagio da Covid sono tornati ai livelli visti prima della seconda ondata, alimentando le speranze di un allentamento delle restrizioni il prima possibile. I dati pubblicati dal Public Health England (PHE) mostrano infatti che il 99% delle aree ha assistito ad un calo dei contagi, mentre i dati registrati dall'NHS Test and Trace mostrano che una discesa del 29% dei positivi. Eppure il programma elaborato dal primo ministro dovrebbe portare Londra & c. alla normalità non prima dell'estate.

Regno Unito, lockdown "morbido" esteso fino a maggio/giugno

Una fonte di Whitehall ha dichiarato: "Ci saranno quattro fasi, forse cinque, ciascuna con date e dettagli su quali esercizi potranno riaprire e quali attività saranno nuovamente consentite". Secondo i piani di Johnson, le scuole riapriranno l'8 marzo, anche se il governo potrebbe optare per un ritorno a scaglioni a seguito delle richieste avanzate dai sindacati degli insegnanti. Dopo l'inizio delle lezioni avverrà la ripresa delle attività sportive all’aperto; ad inizio marzo è prevista la fine delle restrizioni nei parchi e negli spazi pubblici, con la possibilità di tornare a svolgere attività di socializzazione con un’altra persona, mentre dal 29 marzo è previsto l’allenamento delle misure che permetteranno anche attività di gruppo. Verso la fine di aprile, si prevede l'apertura del commercio al dettaglio non essenziale mentre il settore dell'hospitality non riaprirà completamente fino a maggio. Il mese di maggio sarà anche quello in cui potrebbero riaprire pub e ristoranti, mentre per i centri commerciali – secondo le ipotesi – si dovrà attendere per giugno.

18 milioni di vaccinati, è il primo Paese europeo

Va detto che in Regno Unito la campagna di vaccinazione sta procedendo a gonfie vele e finora circa 18 milioni di britannici (primo Paese in Europa) hanno ricevuto almeno la prima dose del siero anti-Covid. In più di un'occasione Johnson ha tenuto a rimarcare che quello che gli interessa sono "i dati, non le date", ma l’effetto del lockdown e la campagna vaccinale sembrano avere nettamente ridotto i contagi in un Paese che ha pagato con oltre 120mila vittime la pandemia. "Tutto questo – ha precisato il ministro della Salute, Matt Hancock – non può portare però ad abbassare prematuramente la guardia sulle cautele parallele del lockdown, reintrodotto dopo l’esplosione di nuovi contagi e decessi scatenata dalla ‘variante inglese’, di fronte a una situazione in cui i vaccini sembrano aver sì aiutato ad abbassare la curva ea una velocità nettamente maggiore rispetto a quanto accadde l’anno scorso all’epoca del primo picco della pandemia. Ma negli ospedali permane ricoverata una quantità fin troppo alta di pazienti Covid".