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in foto: Immagine da Facebook.

Si è definito un no mask e un negazionista della pandemia da Covid-19. Ma, purtroppo, dopo aver portato avanti una campagna contro le misure di sicurezza per il contenimento del Coronavirus, non solo è stato contagiato ma è anche finito nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Kootenai Health in Idaho. Paul Van Noy, pastore della chiesa Candlelight a Coeur d'Alene, ha trascorso due settimane intubato in ospedale dopo essere risultato positivo al tampone insieme ad altri cinque membri della sua comunità, come riferisce un inviato della Cnn, i quali tuttavia sono in via di guarigione. Il reverendo ha comunicato tramite la pagina social della chiesa che anche lui si sta riprendendo e che presto tornerà a casa per continuare l'isolamento. "Al momento sto bene – ha scritto – ma ho ancora bisogno di ossigeno".

Tra i contagiati, anche sua moglie Brenda, che però non ha avuto bisogno di ricovero ospedaliero. La coppia è tra gli oltre 3.050 casi nell'area dell'Idaho nordoccidentale, come mostrano i dati sanitari locali. La chiesa di Van Noy aveva chiuso temporaneamente i battenti a marzo, poi è stata riaperta all'inizio di maggio senza l'obbligo per i parrocchiani di indossare la mascherina. In una celebrazione dello scorso 22 luglio, come si vede in un video circolato in rete, il pastore ha ribadito che era possibile non indossare il dispositivo di protezione e che non voleva che qualcuno gli dicesse di farlo. In un post pubblicato su Facebook sempre a luglio, Van Noy ha anche affermato che indossare mascherine non impedisce la trasmissione del Covid-19 e ha esortato i suoi parrocchiani a non temere gli effetti del Coronavirus, nonostante gli studi internazionali abbiano confermato che proprio indossare le mascherine, insieme al rispetto del distanziamento sociale, sono al momento le uniche armi per sconfiggere il virus e nonostante a Kootenai sia obbligatorio usarle. "Non chiuderemo la nostra chiesa, non smetteremo di cantare lodi al Signore e non ci sarà richiesto di indossare maschere", aveva scritto, mentre ieri ha usato toni completamente diversi: "Non volevamo, ovviamente, diffondere il virus, ci scusiamo con tutti", ha aggiunto, sottolineando che la chiesa è stata chiusa per sanificazione e che riaprirà per i servizi domenica prossima.