Puoi picchiare tua moglie, basta che non le lasci ferite aperte: cosa dice il codice dei talebani in Afghanistan

Puoi picchiare e abusare di tua moglie, ma se le procuri ferite gravi – e lei riesce a rivolgersi a un giudice – allora potresti scontare 15 giorni di carcere. Questo è l'articolo 32 del decreto diffuso il mese scorso in Afghanistan e recentemente tradotto in inglese dalla organizzazione internazionale Afghanistan Analysts Network.
Il decreto, una sorta di Codice Penale, stabilisce le pene a cui sono sottoposti i cittadini in caso di trasgressione dei principi morali in vigore sotto il regime dei talebani ed è firmato dal loro leader, Hibatullah Akhundzada. Si tratta della cristallizzazione di prassi che sono note da tempo in Afghanistan e che mettono nero su bianco lo stato di soggezione in cui vivono le donne nel Paese, alle quali è impedito anche di accedere alla scuola primaria.
L'entità della pena è indicatore del valore sociale del bene tutelato, e guardando ai diritti delle donne, in Afghanistan questa misura è zero. La spia è l'articolo 32 "Punizioni per il marito" che recita: "Se un marito picchia la moglie così violentemente da procurarle una frattura o una ferita aperta, o una ferita livida sul corpo, e la moglie si rivolge a un giudice, allora il marito sarà considerato un trasgressore. Un giudice dovrebbe condannarlo a 15 giorni di reclusione". Non sono previste conseguenze per altri tipi di violenza, compresa quella sessuale.
Per fare un paragone, l'oltraggio a pubblico ufficiale è punito con 10 giorni di reclusione, mentre per chi organizza i combattimenti tra animali la pena è di 5 mesi. Fare combattere i propri cani, quindi, è considerato più grave che fratturare un osso alla propria moglie. Inoltre, per sì che il marito sconti quei 15 giorni di carcere è necessario che la moglie esca di casa, accompagnata da un parente maschio s'intende, per rivolgersi autonomamente a un tribunale.
Una previsione impensabile nell'Afghanistan dei talebani se pensiamo che le donne non possono neanche andare in visita ai parenti senza il consenso del marito. A questo proposito, l'articolo 34 "Punizioni per la moglie e suo padre", si legge che "Se una moglie, senza il permesso del marito, ha l'abitudine di visitare ripetutamente la casa del padre o di altri parenti e di soggiornarvi, e nonostante la richiesta del marito e la decisione di un giudice, il padre o gli altri parenti non consegnano la moglie al marito, allora la moglie e coloro che si rifiutano di consegnarla al marito sono considerati colpevoli. Un giudice deve incarcerare entrambi – la moglie e colui che si rifiuta di consegnarla – a 3 mesi di reclusione".
Una donna che diventa apostata, invece, come recita l'articolo 58, deve essere "incarcerata a tempo indeterminato affinché possa ritornare all'Islam. Inoltre, deve ricevere dieci frustate ogni tre giorni".
Nazioni Unite: "Consentite violenze psicologiche e sessuali sulle mogli"
Dopo la diffusione del codice in inglese, inizialmente diffuso solo in lingua pashtu, sono intervenuti i principali osservatori internazionali. La rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i diritti delle donne nel Paese, Susan Ferguson, ha dichiarato in una nota ufficiale: "Il decreto abolisce formalmente la parità tra uomini e donne davanti alla legge. Pone i mariti in una posizione di autorità sulle mogli e limita la possibilità delle donne di chiedere protezione o giustizia. Ai sensi del decreto, il marito è penalmente responsabile per violenza all'interno del matrimonio solo se causa lesioni fisiche gravi e visibili. Altre forme di violenza, tra cui la violenza psicologica e sessuale, non sono proibite".
Lo scorso 26 febbraio, in una lunga lettera, l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aveva chiesto alla comunità internazionale di "trovare il modo di fare pressione sulle autorità de facto affinché rispettino gli obblighi internazionali dell'Afghanistan in materia di diritti umani". Una richiesta che, dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran che ha destabilizzato tutta la regione, sembra ancora più lontana.