Perché vogliono cambiare il procuratore della strage di Crans-Montana: “Serve indagare su autorità del Cantone”

L'avvocata svizzera Miriam Mazou, legale di una famiglia delle vittime di Crans-Montana, ha richiesto la nomina di un procuratore esterno alla Procura della Repubblica del Vallese. Raggiunta da Fanpage.it spiega così la scelta: "Il motivo risiede nella portata di questa tragedia, del tutto senza precedenti. Ho richiesto la nomina di un procuratore straordinario esterno alla Procura della Repubblica Vallese, in base alla legge vallesana sull'organizzazione giudiziaria, che consente la nomina in presenza di un ‘ragionevole motivo'".
All'indomani della strage di Capodanno nel corso della quale hanno perso la vita 40 persone, di cui molti giovanissimi, la procuratrice generale del Cantone Vallese, Béatrice Pilloud, ha aperto un fascicolo per omicidio, lesioni e incendio colposi. Anche il Comune stesso di Crans-Montana però dovrà chiarire la propria posizione. Da sei anni infatti non si svolgevano i controlli all'interno del bar Le Constellation, ispezioni che avrebbero dovuto essere annuali. Al momento il sindaco Nicolas Féraud ha fatto sapere che non si dimetterà, e non risulta indagato, tuttavia è certo che dovrà chiarire questo aspetto alla Procura.
"Sarà necessario indagare sulle responsabilità all'interno delle autorità del Cantone Vallese – sottolinea l'avvocata svizzera – Ciò costituisce, agli occhi della famiglia che rappresento e mio, una ragione di tale gravità". Per il resto, l'avvocata preferisce mantenere il riserbo almeno fino al termine di questa fase delle indagini.
La Svizzera è una confederazione di 26 Cantoni, ognuno con proprie forme di autonomia. Tra questi c'è il Cantone Vallese, il terzo per estensione. La sua posizione sulle Alpi lo rende una meta turistica molto ambita e esclusività. Esclusività che si rifletterebbe anche nei rapporti con l'esterno. Come apprende Fanpage.it, il Cantone Vallese è considerato un "sistema chiuso", molto conservativo. Questo aspetto renderebbe particolarmente scivolosa un'inchiesta interna come quella che è chiamata a compiere la sua Procura.
I genitori di Chiara Costanzo: "Procura? Solo pensarci mi provoca dolore immenso"
Tra i giovani italiani che hanno perso la vita in Svizzera c'è anche Chiara Costanzo, 16enne milanese. È il padre Andrea a parlare al Corriere commentando l'operato della Procura: "Solo pensarci mi provoca un dolore immenso. Faccio davvero fatica a sentire anche solo una loro dichiarazione. Mi sento male, non riesco nemmeno a gestire le informazioni che arrivano da quell’ufficio". Stessa rabbia anche nei confronti delle autorità di Crans-Montana: "A parole neanche riuscirei a esprimere quello che provo contro il Comune".
Le indagini, fin dalle primissime fasi sono state caratterizzate da questa e altre "lacune" simili, come sottolineano non solo le famiglie delle vittime, ma anche esperti e avvocati, compresi i professionisti intervistati in queste settimane da Fanpage.it.
Quali sono le critiche alla Procura del Cantone Vallese
Jessica e Jacques Moretti, i coniugi di origine francese indagati per l'incendio scoppiato all'interno del loro bar Le Constellation, sono stati arrestati in via preventiva solo il 9 gennaio 2026, una scelta che il Tribunale di Sion ha motivato con la necessità di utilizzare l'arresto cautelare solo in "extrema ratio", ma che per molti ha rappresentato un errore fondamentale che avrebbe permesso ai due di accordarsi sulla loro versione e inquinare le prove.
Secondo Alain Mancuso, direttore del Centro di diritto penale dell'Università di Losanna, la Procura avrebbe commesso "errori incredibili", ha dichiarato al quotidiano svizzero NZZ. "Perché non sono stati arrestati già il primo gennaio?", si chiede e aggiunge che le autorità "avrebbero dovuto effettuare subito delle perquisizioni, sia nei locali privati e commerciali dei gestori del bar e presso l’amministrazione comunale".
Il nodo dei mancati controlli anticendio nel bar Le Constellation è uno dei più controversi. Dovevano essere effettuati annualmente, ma l'ultimo risalirebbe al 2019. Il sindaco ha fatto ammenda pubblica il 6 gennaio con una conferenza stampa, ma al momento non risulta nessun indagato, così come non risultano perquisizioni negli uffici dell'amministrazione.
Non sono state effettuate le autopsie sui corpi delle vittime. Eppure conoscere l'esatta causa della morte può aiutare a chiarire la dinamica di quanto accaduto, e quindi a definire le responsabilità. Uno dei nodi al centro dell'inchiesta è l'assenza delle uscite di sicurezza che avrebbero creato un imbuto all'interno del bar e impedito ai clienti di uscire. Circostanza che sembra trovare conferma nelle prime osservazioni sul corpo di Riccardo Minghetti, 16 anni.